Svizzera «profondamente preoccupata» per la svolta di Israele sulla pena di morte

Il DFAE chiede a Gerusalemme di abrogare la legge sulla pena capitale e ripristinare la moratoria.
BERNA - Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è detto oggi "profondamente preoccupato" per l'adozione da parte di Israele della pena capitale nei confronti dei terroristi. "Abbiamo sollevato la questione presso le autorità israeliane e le invitiamo ad abrogare la legge", si legge in un post su X.
La moratoria sulla pena capitale che era in vigore da tempo dovrebbe essere ristabilita. Le autorità israeliane dovrebbero "rispettare i loro obblighi nei confronti del diritto internazionale dei diritti umani", ha scritto ancora il DFAE.
La Knesset ha approvato ieri la legge in questione con 62 voti a favore e 48 contrari. Secondo il testo, è passibile di condanna a morte "chi uccide intenzionalmente una persona nell'ambito di un atto di terrorismo, con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele". Questo punto è considerato il più controverso, in quanto volto a circoscrivere l'accusa solo contro i palestinesi, esulando i presunti terroristi ebrei.
La legge include anche disposizioni che prevedono la pronuncia della sentenza entro 90 giorni senza diritto alla clemenza.
L'Associazione per i Diritti Civili in Israele, tra le principali organizzazioni per i diritti umani del Paese, ha dichiarato di aver già presentato ricorso all'Alta Corte di Giustizia, chiedendo l'annullamento della legge.



