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Basilea

Sì al credito per l'Eurovision

Si tratta di 37,5 milioni di franchi per le manifestazioni collaterali alla kermesse.
Keystone
Fonte ats
Sì al credito per l'Eurovision
Si tratta di 37,5 milioni di franchi per le manifestazioni collaterali alla kermesse.
BASILEA - A Basilea Città è stato approvato con il 66,57% di voti a favore il credito di 37,5 milioni di franchi per le manifestazioni collaterali all'Eurovision Song Contest (ESC) del prossimo anno.Il credito ha ottenuto 38'186 voti a favore e 19...

BASILEA - A Basilea Città è stato approvato con il 66,57% di voti a favore il credito di 37,5 milioni di franchi per le manifestazioni collaterali all'Eurovision Song Contest (ESC) del prossimo anno.

Il credito ha ottenuto 38'186 voti a favore e 19'172 contrari, con una partecipazione che ha raggiunto il 57,15%.

Alla votazione si è arrivati in seguito a un referendum dell'Unione democratica federale (UDF), partito di ispirazione cristiana a conservatrice poco radicato nella città renana. Il presidente del partito a livello nazionale, Daniel Frischknecht, ha sostenuto in un'intervista che l'ESC mette in pericolo "l'ordine divino". E che negli ultimi 15 anni la kermesse è diventata una "piattaforma di propaganda per omosessuali e persone non binarie".

Il credito servirà a finanziare il programma collaterale all'Eurovision, oltre che le infrastrutture, la sicurezza, i trasporti e gli alloggi. La spesa ipotizzata si aggira sui 35 milioni di franchi, dai quali verrebbero dedotti 2,5 milioni di entrate del programma di public vewing "Arena Plus" che si terrà nello stadio St. Jakob-Park.

Bocciato diritto di voto a stranieri con permesso C

I votanti di Basilea Città hanno invece respinto con una maggioranza del 55,58% (25'875 sì contro 32'377 no) un decreto del Gran consiglio che avrebbe introdotto il diritto di voto - ma non quello di essere eletti - agli stranieri che risiedono nel Cantone da almeno cinque anni e sono in possesso di un permesso di domicilio (permesso C) con diritto di soggiorno illimitato.

La decisione del parlamento era sottoposta a referendum obbligatorio poiché richiede una modifica della Costituzione cantonale.

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