Inasprimento Lex Koller: reazioni contrastanti

Per il PS si tratta di "un segnale forte", mentre per l'UDC la proposta si limita a "combattere i sintomi".
BERNA - Reazioni contrastanti all'inasprimento della cosiddetta Lex Koller messa in consultazione oggi dal Consiglio federale.
Per il PS si tratta di "un segnale forte", mentre per l'UDC la proposta si limita a "combattere i sintomi".
Con l'inasprimento della legge, "il Consiglio federale colma una lacuna normativa sfruttata dagli investitori esteri", sottolinea il Partito socialista in una nota. Ciò "costituisce un progresso atteso da tempo per gli inquilini e per chi desidera acquistare un'abitazione di proprietà", dichiara nella nota il consigliere nazionale vodese Samuel Bendahan, co-presidente del Gruppo socialista alle Camere federali.
A suo avviso, finora "gli investitori stranieri potevano facilmente entrare nel mercato immobiliare svizzero tramite la borsa, aggirando la Lex Koller, senza autorizzazione, e senza alcun controllo".
L'UDC propaganda la sua iniziativa
Per l'UDC, il divieto di acquistare dall'estero titoli relativi a immobili residenziali di società quotate in borsa, come deciso dal Consiglio federale, non permetterà di risolvere la crisi abitativa in Svizzera.
Le modifiche alla norma prevedono di limitare maggiormente l'acquisto di terreni da parte di persone residenti all'estero. In questo modo, il consigliere federale Beat Jans (PS) si limita a "combattere i sintomi" e ignora "ancora una volta l'elefante nella stanza", ha indicato l'UDC a Keystone-ATS.
La soluzione contro gli affitti e i prezzi immobiliari elevati risiede nella "gestione autonoma dell'immigrazione", afferma l'UDC. Come del resto chiede lo stesso partito di destra nella sua iniziativa "No a una Svizzera da 10 milioni!", su cui popolo e Cantoni si pronunceranno il 14 giugno.
Centro: sentimenti contrastanti
Il presidente del Centro, Philipp Bregy, guarda invece alle modifiche previste con sentimenti contrastanti: da un lato accoglie con favore l'allentamento delle restrizioni sull'acquisto di alloggi per il personale delle strutture alberghiere; dall'altro, vede con occhio critico le ulteriori restrizioni.
Queste non ridurrebbero le conseguenze negative dell'immigrazione, "ma al massimo gli investimenti nel turismo e nelle regioni di montagna strutturalmente deboli", ha affermato.
La Conferenza dei governi dei cantoni alpini (CGCA) ha da parte sua fatto sapere che studierà attentamente il progetto del Consiglio federale e si esprimerà in merito "a tempo debito". Analoga reazione da parte del PLR, che intende "esaminare il progetto del governo nell'ambito della regolare procedura di consultazione".
L'Associazione svizzera degli inquilini (ASI) ha comunicato, su richiesta, di voler esaminare il progetto e verificare che "il capitale e le imprese straniere siano effettivamente tenuti lontani dal mercato degli alloggi". Le restrizioni vanno comunque nella giusta direzione, scrive l'ASI.



