«Il fatto che io debba soffrire così tanto è una vergogna. Siamo in Svizzera!»

Poiché l'oppioide buprenorfina è diventato quasi impossibile da reperire, i pazienti affetti da dolore cronico stanno lottando contro dolore e gravi effetti collaterali dati dai farmaci sostitutivi.
Poiché l'oppioide buprenorfina è diventato quasi impossibile da reperire, i pazienti affetti da dolore cronico stanno lottando contro dolore e gravi effetti collaterali dati dai farmaci sostitutivi.
ZURIGO - In Svizzera la buprenorfina, un oppioide utilizzato come potente antidolorifico, dalla fine del 2025 è disponibile solo in quantità limitate. Una carenza, questa, che sta avendo conseguenze pesanti per molti pazienti. Tra questi c’è Hans, 66 anni, pensionato della regione di Linth, nel canton San Gallo.
Da anni l’uomo soffre di gravi problemi alla schiena causati da vertebre dislocate, che lo hanno costretto a diversi interventi chirurgici. Per nove anni ha assunto quotidianamente buprenorfina. All’inizio di febbraio, però, le sue scorte si sono esaurite. L’ultima fornitura risaliva a ottobre: quattro scatole da 28 compresse, circa una al giorno. «Ho controllato 20 farmacie: il farmaco non è più disponibile da nessuna parte», racconta.
Da allora Hans assume medicinali alternativi, ma con risultati limitati. «Coprono al massimo il 40% dell’effetto. Il dolore è peggiorato». Inoltre lamenta forti effetti collaterali: stanchezza estrema, eruzioni cutanee, nausea e lacrimazione agli occhi. È ricoverato in ospedale da tre settimane e mezzo. «Decine di altre persone sono nella stessa situazione perché non tollerano il cambiamento. È triste per un Paese come la Svizzera», dice.
Non disponibile fino a luglio - Secondo il portale Drugshortage.ch, la buprenorfina non dovrebbe tornare disponibile prima di luglio. Se la carenza dovesse prolungarsi, Hans teme di dover «passare le giornate a dormire». Con il farmaco, nonostante il dolore, riusciva ancora ad andare in bicicletta e dedicarsi ai suoi hobby. «Voglio che la mia vita continui a valere la pena di essere vissuta», afferma.
La causa della carenza è il ritiro dal mercato del farmaco originale Subutex. Il produttore britannico Indivior ha annunciato con brevissimo preavviso, a fine novembre 2025, la cessazione delle vendite, spiega Enea Martinelli, farmacista capo degli ospedali Frutigen Meiringen Interlaken AG. L’autorizzazione alla vendita è scaduta il 12 gennaio 2026 e le scorte non potevano più essere distribuite.
Un solo fornitore in Svizzera - In Svizzera resta così un solo fornitore: il generico prodotto da Mepha, disponibile dal 2015. «Non si può semplicemente aumentare la produzione premendo un pulsante», osserva Martinelli. Nel Paese la buprenorfina è utilizzata soprattutto nella terapia sostitutiva degli oppioidi: su circa 18.000 pazienti, circa il 10% – all’incirca 1.800 persone – riceve questo principio attivo. Un mercato troppo piccolo per garantire più fornitori, con il rischio di carenze improvvise.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono le rigide norme sui narcotici. L’importazione e la distribuzione richiedono autorizzazioni speciali di Swissmedic, con procedure costose e tempi lunghi.
Le alternative - L’Associazione svizzera dei farmacisti, pharmaSuisse, conferma la carenza ed esprime preoccupazione. Tra le alternative ci sono le iniezioni di buprenorfina (Buvidal), che rilasciano il principio attivo nell’arco di una settimana o di un mese, oppure altri agonisti oppioidi come metadone o morfina a rilascio prolungato. Tuttavia il cambio di terapia è complesso: molti pazienti assumono da anni una dose stabile dello stesso farmaco e ogni modifica richiede un attento monitoraggio medico e una regolazione precisa del dosaggio.




