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SVIZZERA

Giocattoli al piombo e peluches tinteggiati con vernici nocive: ma la legge non c'è

La UE punisce i produttori stranieri non in regola. In Svizzera manca una legislazione sul commercio online di giocattoli a uso privato.
Foto Deposit
Fonte 20Minutes
Giocattoli al piombo e peluches tinteggiati con vernici nocive: ma la legge non c'è
La UE punisce i produttori stranieri non in regola. In Svizzera manca una legislazione sul commercio online di giocattoli a uso privato.
GINEVRA - Palloni gonfiabili che contengono fumi chimici, giocattoli colorati con vernici nocive che causano allergie, palloncini d'acqua prodotti con sostanze cancerogene: tutto liberamente in vendita nel fantastico mondo di internet. E a prezzi str...

GINEVRA - Palloni gonfiabili che contengono fumi chimici, giocattoli colorati con vernici nocive che causano allergie, palloncini d'acqua prodotti con sostanze cancerogene: tutto liberamente in vendita nel fantastico mondo di internet. E a prezzi stracciati. C'è chi come l'Europa corre ai ripari irrigidendo il sistema normativo e chi come la Svizzera attende sorniona il 2025, anno in cui si dovrebbe mettere mano a una integrazione dell'attuale pacchetto normativo che regola la materia.

È il quotidiano 20Minutes a tenere caldo l'argomento dopo che sul sito dell'European Safety Gate sono saltati fuori altri dodici prodotti a rischio (la piattaforma aggiorna di continuo la lunga lista di giocattoli non a norma e venduti illegalmente da produttori senza scrupoli). Dell'argomento se n'è occupato anche il Tages-Anzeiger.

Dalle maschere (infiammabili) ai palloncini realizzate con gomme tossiche, dai peluche alle matite colorate sono molti gli articoli che sul web sfuggono ai controlli e di cui è difficile rintracciarne l'origine. Molti di questi giocattoli provengono dalla Cina e sette giocattoli su dieci sono dannosi. Il problema - sottolinea l'edizione in lingua francese di 20Minuti - «è che la legislazione svizzera non regolamenta attualmente il commercio di giocattoli venduti online per uso privato. I prodotti che non soddisfano i requisiti di legge finiscono quindi nelle case degli svizzeri».

Mentre l'Unione Europea ha già adottato misure più severe per rintracciare e punire i produttori stranieri di articoli potenzialmente pericolosi, la Confederazione svizzera non ha ancora ritenuto necessario intervenire in un mercato «in rapida crescita ovunque» ha scritto il Tages-Anzeiger. 

Qualche rivenditore è già finito nell'occhio del ciclone, come il cinese Aliexpress e l'americano Wish (quest'ultimo fa fabbricare i suoi prodotti in Asia): nel 2019, l'Associazione svizzera del giocattolo (ASJ) ha ordinato dieci popolari prodotti per bambini su queste due piattaforme. In sette di questi, piombo e solventi la facevano da padroni e sei superavano di molto i valori limite stabiliti per legge a tutela della salute.

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