Keystone
L'ospedale di Frauenfeld
TURGOVIA
18.09.2021 - 08:100
Aggiornamento : 15:57

Scompiglio in sala parto per le misure Covid, sotto accusa l’ospedale di Frauenfeld

La polizia è intervenuta sul posto durante la nascita a causa di parenti che avrebbero «ignorato i regolamenti».

La donna sarebbe stata obbligata, per ottenere degli antidolorifici, a sottoporsi a un test PCR e indossare la mascherina nonostante il certificato medico.

FRAUENFELD - Costretta a sottoporsi a un test PCR per ottenere antidolorifici. E a indossare la mascherina nonostante il certificato medico. Sono accuse pesanti quelle rivolte all’Ospedale cantonale turgoviese dal compagno e dal fratello di una donna che ha partorito proprio lì a inizio settembre. Accuse, riporta il Blick, diffuse attraverso il popolare canale youtube Corona-scettico di Daniel Stricker, Stricker TV.

Niente test, niente cure - Secondo il racconto del padre e dello zio del neonato, il giorno del parto all'ora neomamma è stato rifiutata la somministrazione di antidolorifici finché non si è sottoposta a un test PCR. Il fratello ha inoltre dichiarato che il personale ha costretto la donna a indossare la mascherina durante tutto il processo, nonostante lei disponesse di un certificato medico che la esentasse dall’indossarla. «Il bambino è poi stato messo al mondo con un parto cesareo d’urgenza, probabilmente a causa dello stress» ha dichiarato il padre dicendo la sua sul corso degli eventi. 

«I parenti hanno ostacolato il lavoro medico» - La direzione dell’ospedale di Frauenfeld respinge le accuse al mittente, definite «fittizie» e non aderenti alla realtà. La donna è stata trattata allo stesso modo di tutti gli altri pazienti e non ha dovuto indossare la mascherina, ha chiarito Marc Kohler, CEO della struttura sanitaria. «Tuttavia l’intero processo è stato significativamente disturbato dai parenti coinvolti, che hanno grossolanamente ignorato i regolamenti e ostacolato il lavoro medico, così che il nostro personale si è trovato costretto a chiamare la polizia». Dopo la diffusione del video, riferisce il Blick, l’ospedale starebbe ancora ricevendo minacce telefoniche e via mail.  

Offese verbali e accesso forzato - La Polizia cantonale turgoviese ha confermato l’intervento sul posto, spiegando che una persona aveva dato in escandescenze all’ingresso dell’ospedale. Lì c’erano state «discussioni» con il fratello della gestante e sua madre, che hanno forzato l’accesso in sala parto. L’uomo sarebbe poi stato «verbalmente offensivo» nei confronti del personale. Gli agenti, spiega la polizia, sono infine riusciti a smorzare gli animi.


Screenshot Stricker TV

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