SVIZZERA«Senza il vaccino avremmo presto avuto un migliaio di morti in più»

27.07.21 - 23:28
Nonostante la somministrazione di due dosi di vaccino, contagi e decessi non possono essere esclusi.
Keystone
«Senza il vaccino avremmo presto avuto un migliaio di morti in più»
Nonostante la somministrazione di due dosi di vaccino, contagi e decessi non possono essere esclusi.
Gli esperti però concordano: si tratta si rarità. Inoltre senza la campagna vaccinale la situazione sarebbe stata decisamente più grave.

BERNA - 362 contagi, 78 ricoveri e 18 decessi nonostante le due dosi di vaccino. È questo è il bilancio pubblicato ieri dell'UFSP sull'andamento epidemiologico fra le persone "immunizzate" dall'inizio della campagna vaccinale. Uno sguardo alla distribuzione per età mostra che, come per i non vaccinati, anche il numero di casi, ricoveri e decessi aumenta con l'età. Dei 18 decessi segnalati, 17 avevano più di 80 anni, mentre uno era un uomo tra i 50 e i 59 anni.

Quasi solo anziani: due spiegazioni - Secondo Jürg Utzinger, direttore dello Swiss Tropical and Public Health Institute (Swiss TPH), ci sono due spiegazioni: «In primo luogo, è noto che la protezione vaccinale è meno efficace per le persone anziane e/o le persone con malattie pregresse. In secondo luogo, diminuisce nel tempo». Poiché le persone anziane sono state vaccinate per prime, è infatti probabile che la protezione vaccinale sia diminuita maggiormente. Le cifre mostrano che anche i contagi fra giovani vaccinati esistono, ma sono meno comuni.

Eccellente protezione - Jürg Utzinger è tutt'altro che sorpreso dai questi numeri. Secondo i suoi calcoli, grazie alla vaccinazione è stato evitato circa il 93% di ricoveri e di decessi. «Anche se questa percentuale è da prendere con le pinze - alcune ipotesi dovrebbero essere verificate - possiamo affermare chiaramente: i vaccini mRNA utilizzati in Svizzera forniscono un'eccellente protezione contro l'infezione da coronavirus e soprattutto contro i decorsi gravi della malattia».

100%: nessuno l'ha mai detto - Anche Manfred Kopf, membro della task force della Confederazione e immunologo all'ETH di Zurigo, ha un'opinione chiara: «Nessuno ha mai detto che una vaccinazione offra una protezione al 100%. Ma 300 contagi e 18 decessi per quasi quattro milioni di vaccinazioni effettuate sono ancora meno del previsto». Per Kopf è evidente: «Senza la campagna di vaccinazione, a causa della variante Delta, avremmo presto avuto più ricoveri giornalieri che al culmine della seconda ondata e un migliaio di morti per coronavirus in più». Inoltre, il fatto che il numero assoluto di contagi fra persone vaccinate aumenti con l'aumento del tasso di vaccinazione era «certo come un amen in chiesa», aggiunge.

Effetti collaterali accettabili - L'immunologo, intervistato da 20 Minuten, prosegue nella sua spiegazione: «A seconda dell'età e di eventuali malattie pregresse, il rischio di finire in ospedale a causa del Covid-19 o addirittura di morire per esso è da 20 a 30 volte inferiore». D'altra parte, c'è il rischio di avere effetti collaterali, tra cui febbre o brividi, per uno o due giorni. «È frustrante vedere che così poche persone accettano di essere vaccinate. Non conosco nessun esperto serio che non consiglierebbe la vaccinazione».

Giovani: vaccinazione consigliata - Questo non vale solo per le persone a rischio: «Anche se il rischio di morire di coronavirus è trascurabile per un ventenne in salute, ci sono buone ragioni per la vaccinazione: da un lato il Long Covid, che può causare difficoltà per mesi. E d'altra parte, la consapevolezza che possiamo uscire da questa pandemia e revocare tutte le misure solo se abbiamo raggiunto un tasso di vaccinazione sufficientemente alto».

In origine, si presumeva che circa il 65% di persone vaccinate sarebbe stato sufficiente per questo. «A causa delle nuove varianti, più contagiose, questo numero è stato corretto fino a circa l'85%», afferma in conclusione Kopf. Coloro che non vogliono essere vaccinati devono tenere a mente che stanno contribuendo a prolungare la pandemia.
 

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