Keystone
GINEVRA
08.07.2021 - 16:170

Il comico Dieudonné condannato per discriminazione razziale

Dovrà pagare una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere da 170 franchi.

Alla fine di uno sketch, un personaggio del comico aveva urlato «le camere a gas non sono mai esistite».

GINEVRA - Il comico francese Dieudonné M'bala M'bala è stato condannato oggi dal Tribunale di polizia di Ginevra al pagamento di una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere da 170 franchi per discriminazione razziale. L'imputato non era presente in aula.

Dieudonné, 55 anni, è dovuto comparire davanti alla giustizia per aver espresso teorie negazioniste durante lo spettacolo "En vérité", che nel 2019 ha fatto tappa anche a Nyon (VD) e Ginevra. Alla fine di uno sketch, un personaggio del comico ha urlato «le camere a gas non sono mai esistite».

Il comico è stato condannato anche per aver insultato sul palco il Coordinamento intercomunicazioni contro l'antisemitismo e la diffamazione (Cicad), oltre che per aver intenzionalmente diffamato il segretario generale del Cicad Johanne Gurfinkiel, definendolo bugiardo e razzista.

Secondo la presidente del tribunale, Sabina Mascotto, l'errore del comico è importante. Dieudonné ha attentato alla dignità umana e ha mostrato disprezzo nei confronti di associazioni ebraiche e dei loro membri. Le sue origini (franco-camerunese) non spiegano i suoi atti.

La corte riconosce che possono esistere differenze nel trattare tragedie che hanno marcato la storia, ma niente di tutto questo può giustificare il fatto «di minimizzare l'immensa sofferenza del popolo ebreo». L'imputato si era inoltre già reso colpevole in passato di atteggiamenti simili.

Pascal Junod, avvocato di Dieudonné, non ha escluso un ricorso. Ha sottolineato che in Francia il controverso spettacolo non ha causato problemi, nonostante un arsenale penale esistente contro il razzismo molto più sviluppato che in Svizzera.

La parte civile è dal canto suo molto soddisfatta. Philippe Grumbach, avvocato del Cicad e del suo segretario generale, ha sottolineato il coraggio e la determinazione del Ministero pubblico ginevrino in questo caso, decidendo di portarlo avanti e non di archiviarlo.

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