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SVIZZERA
19.02.2021 - 20:530
Aggiornamento : 20.02.2021 - 09:31

Certificato vaccinale: questi i rischi secondo la task force

Disparità, tensioni sociali ed equità di accesso ai vaccini. Tanti sono i fattori sulla bilancia

Qualsiasi differenza di trattamento, avvisano gli esperti, presuppone che la trasmissione del virus sia ridotta dalla vaccinazione.

BERNA - Secondo la task force scientifica della Confederazione le campagne di vaccinazione contro il Covid-19 sollevano la questione di un'eventuale esenzione, per le persone già immunizzate, di alcune restrizioni, come l'uso delle maschere. Ma - aggiunge - una disparità di trattamento tra vaccinati e non cela il rischio di stigmatizzazione e discriminazione ingiustificata.

Si potrebbe anche ipotizzare che un certificato di vaccinazione debba essere richiesto o meno per certe attività od occupazioni, come volare o entrare in altri Paesi. Ma qualsiasi differenza di trattamento presuppone che la trasmissione del virus sia ridotta dalla vaccinazione: fatto che attualmente rimane una questione aperta, sottolinea le task force in un comunicato odierno.

Tanti fattori sui piatti della bilancia
Se dovesse risultare effettivamente che il vaccino riduce in modo significativo la trasmissione del virus, allora non sarebbe più legittimo mantenere restrizioni anche per chi è già immunizzato, e ciò consentirebbe una ripresa delle attività sociali ed economiche, scrivono gli esperti della Confederazione.

Un trattamento differenziato - aggiungono - potrebbe contribuire a proteggere le persone vulnerabili in ambienti sanitari, case di cura e scuole, nonché promuovere l'accettazione della vaccinazione e ridurre il numero di infezioni importate.

Però - scrive ancora la task force - oltre a una discriminazione ingiustificata, la diversità di trattamento potrebbe esacerbare le tensioni sociali e rendere più difficile verificare il rispetto delle misure anti pandemiche.

Efficacia, trasmissione ed equità
Per giustificare una regolamentazione differenziata, oltre alla prova della efficacia vaccinale per la riduzione della trasmissione dei contagi, occorre poi assicurare ad ognuno l'equità di accesso al vaccino e al suo certificato.

D'altro canto anche alle persone non vaccinate deve essere garantito il rispetto dei diritti fondamentali e l'accesso ai beni essenziali, così come la possibilità di condurre una vita dignitosa. Escludere le persone non immunizzate da un'attività potrebbe essere giustificato solo se non fossero disponibili altre misure meno restrittive per ridurre i rischi, conclude la task force.

Commenti
 
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pillola rossa 2 mesi fa su tio
"qualsiasi differenza di trattamento presuppone che la trasmissione del virus sia ridotta dalla vaccinazione: fatto che attualmente rimane una questione aperta, sottolinea la task force" e se lo dice la task force... non ci vorrà molto per creare ad arte uno studio che dimostri quanto vorranno dimostrare.
Ro 2 mesi fa su tio
Il certificato vaccinale non dovrebbe essere obbligatorio ma, a mio modesto parere, dovrebbe venir elargito a chi lo richiede. Non bisogna dimenticare tra l’altro che una qualsiasi vaccinazione non immunizza al 100% un individuo. Il reale è grave problema non è il certificato di vaccinazione ma la perdita della responsabilità individuale. Ecco dove siamo realmente giunti da quanto abbiamo inculcato nella gente il “ tutto è dovuto “ anche se si mette in pericolo non solo noi stessi ma gli altri. C’è davanti a noi un grande lavoro non solo di vaccinazione ma di responsabilizzare la popolazione. New York 1993, film degli anni “80, non è poi così tanto lontano. La vedo così, giusto o sbagliato che sia.
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