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Virginie Masserey
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SVIZZERA
01.12.2020 - 14:170
Aggiornamento : 15:01

«Non vogliamo vaccinare i bambini per ora»

Il punto da Berna con la responsabile delle malattie infettive Virginie Masserey e il capo-farmacista dell'Esercito

BERNA - I contagi calano. Dopo i picchi delle scorse settimane, i 3.082 casi di oggi fanno ben sperare. Avanti così? La data "x" è il 16 dicembre, quando il Consiglio federale svelerà il piano per le vacanze di Natale. 

Intanto gli occhi dell'Ufficio federale di salute pubblica rimangono puntati sui numeri, soprattutto negli ospedali. In una conferenza stampa oggi a Berna la responsabile della sezione malattie infettive Virginie Masserey ha riepilogato la situazione odierna. Il calo dei contagi «è comunque lento» secondo l'Ufsp, che guarda con preoccupazione all'avvicinarsi delle Feste. «Rivolgeremo un appello alla popolazione. Anche con sintomi atipici come diarrea e vomito, la gente dovrebbe assolutamente sottoporsi al tampone».

I lavori proseguono intanto sul fronte delle vaccinazioni. «L'approvvigionamento sta procedendo rapidamente. Siamo in contatto con tre produttori di vaccini. I primi studi sono incoraggianti, ma al momento i risultati sono ancora preliminari» ha spiegato Masserey. 

Claus Bolte, responsabile delle autorizzazioni presso Swissmedic, ha sottolineato che «occorrerà comunque controllare attentamente i prodotti prima di approvarne l'uso presso la popolazione». La rapidità, ha sottolineato, «non deve andare a scapito della qualità degli esami». In questa fase Swissmedic ha inoltrato una serie di domande a tre aziende, e nessuno dei tre vaccini è prossimo all'approvazione.

Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (EKIF) ha ricordato che l'obiettivo principale «è vaccinare le persone particolarmente vulnerabili» ossia «le persone a rischio e gli operatori sanitari». Berger ha tenuto a rassicurare sui quantitativi: «Avremo dosi a sufficienza per tutta la popolazione» ha detto. Per quanto riguarda l'immunità di gregge, ha sottolineato, «non è un obiettivo al momento, resta un mezzo nella lotta al coronavirus ma non sostituirà le altre misure».

Dello stoccaggio e della distribuzione si occuperanno i militari. Daniel Aeschbach, capo-farmacista dell'Esercito, ha detto che «i preparativi sono a buon punto» e che «la Svizzera avrà organizzato entro fine anno tutti gli spazi necessari ad immagazzinare i vaccini». 

Rudolf Hauri, presidente dell'Associazione dei medici cantonali, ha precisato che «sarà comunque poi compito dei singoli cantoni organizzare la vaccinazione della popolazione». Sarà necessario allestire dei centri di vaccinazione provvisori a livello cantonale. «La vaccinazione sarà gratuita, e saranno organizzati anche dei servizi di vaccinazione a domicilio per le persone che ne avranno bisogno. Tutti devono essere messi in condizione di proteggere sé stessi e gli altri».

In una prima fase almeno «i bambini non verranno vaccinati» ha precisato Masserey. Questo perché «ci sono troppe incognite al momento che riguardano l'infanzia». Per quanto riguarda la polemica sulla chiusura o meno degli impianti sciistici, Masserey ha spiegato che «il problema riguarda soprattutto i possibili incidenti sulle piste» e il fatto che «gli sciatori potrebbero andare ad occupare dei posti negli ospedali, togliendoli ad altre destinazioni».

 

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