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SVIZZERA
07.08.2020 - 23:240

Giovani, chiedetevi: «Devo veramente andare a quella festa?»

È l’appello del capo delle emergenze dell’Oms, Mike Ryan

Ma in Svizzera secondo l'UFSP il rischio di contrarre il virus in famiglia «è in realtà più alto rispetto al rischio di contrarlo in una discoteca o in un bar»

BERNA - Oltre il 60% dei casi di coronavirus nel mondo si registra ora nelle persone di età compresa tra 25 e 64 anni. Lo ha reso noto oggi l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Da fine febbraio, la percentuale di casi rilevati tra adolescenti e giovani è aumentata di sei volte. Che siano i giovani a essere egoisti e irresponsabili?

In realtà con le vacanze estive in pieno corso, aumentano gli spostamenti. Sia interni che fuori dal territorio. E il post lockdown, sommato alla meteo favorevole, ha aumentato la voglia di “fare serata”.

In Svizzera la presenza in pub e discoteche di alcune persone poi risultate positive al virus ha richiesto la quarantena a centinaia di presenti. A Ginevra - riferisce lematin.ch - tra il 40% e il 50% dei casi di Covid-19 rilevati nell’ultima settimana di luglio è attribuibile a discoteche e bar.

«Anche i giovani devono accettare di avere una responsabilità» ha detto mercoledì il capo delle emergenze dell'Oms Mike Ryan. «Fatevi la domanda: “devo veramente andare a quella festa?”» ha aggiunto, spiegando anche che spesso sono pure «reticenti nel fornire i loro contatti o quelli degli amici a chi traccia i contagi». Quello che spaventa sono gli asintomatici. « I giovani tendono a contrarre meno le forme più gravi della malattia respiratoria provocata dall'infezione rispetto a genitori o nonni», ma «rischiano di attaccare il virus proprio a loro».

Per lo specialista in malattie infettive di Parigi, Eric Caumes, «si dovrebbe sfruttare la voglia di libertà dei giovani per acquisire l’immunità collettiva, trovando il modo di proteggere i familiari più anziani all’interno delle mura domestiche».

Ma in Svizzera il rischio di contrarre il coronavirus da un membro della propria famiglia è in realtà più alto rispetto al rischio di contrarlo in una discoteca o in un bar. Dopo l’errore commesso dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) e la nuova informazione sui luoghi di maggior contagio, forse convincere i giovani a mostrarsi più responsabili (mantenendo la distanza, disinfettando le mani, evitando gli assembramenti, starnutendo nel gomito e indossando la mascherina laddove il distanziamento non è garantito), può suonare più complicato.

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