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SVIZZERA«Se aumentano i casi, non si sigillerà tutta la Svizzera»

17.05.20 - 08:04
L'epidemiologo Marcel Tanner considera la possibilità di soluzioni ad hoc nell'eventualità di un incremento dei contagi.
Keystone - foto d'archivio
Fonte 20 Minuten/Pascal Michel
«Se aumentano i casi, non si sigillerà tutta la Svizzera»
L'epidemiologo Marcel Tanner considera la possibilità di soluzioni ad hoc nell'eventualità di un incremento dei contagi.
«Un lockdown totale sarebbe socialmente ed economicamente fatale»

BERNA - Novantotto nuovi casi di coronavirus in 24 ore. I dati pubblicati su Twitter sabato mattina dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) hanno creato allarme (venerdì erano 51). «Ecco i risultati degli allentamenti dell’11 maggio» hanno subito commentato alcuni. Ma, poco dopo, i numeri sono stati smentiti: si è trattato di un errore e i contagi erano “solo” 58. 

Sulla situazione si è espresso l’epidemiologo Marcel Tanner, anche membro della task force scientifica istituita dalla Confederazione nella lotta contro il coronavirus (National Covid-19 Science Task Force). «Pure se fossero stati 98 - ha detto a 20 Minuten - non sarebbe stato preoccupante. È importante che i dati riflettano la situazione di circa due settimane fa. Finché la crescita non è esponenziale, non bisogna allarmarsi». 

Le conseguenze a livello epidemiologico degli allentamenti si possono osservare solo circa 15 giorni dopo. Lo stesso sarà con le riaperture dell'11 maggio, compresa quella delle scuole. E se i contagi dovessero aumentare? «Se l’incremento fosse esponenziale - ha aggiunto Tanner -, bisognerà pensare a delle chiusure mirate. Non è possibile sigillare di nuovo tutta la Svizzera. Si dovrà ragionare a livello cantonale o regionale, chiudendo case anziani, ristoranti, aziende».

A fine marzo i medici di Verbier (Bagnes, VS) avevano chiesto di mettere in quarantena la località turistica per contenere i contagi. Ma il Consiglio di Stato, dopo aver discusso con Berna, aveva detto “no”. «Ora bisognerà prendere in considerazioni soluzioni simili» di isolamento, ha concluso l’epidemiologo. «Un lockdown totale sarebbe socialmente ed economicamente fatale».

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