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BERNA
13.05.2020 - 16:400
Aggiornamento : 19:01

Timori per la potabilità dell'acqua

I residui di un pesticida cancerogeno inquinano le acque sotterranee dell'altopiano svizzero

I fornitori di acqua segnalano la necessità di trattamenti. Ma sono costosi e complessi

SONDAGGIO

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Le acque sotterranee sono "considerevolmente" contaminate dai prodotti di degradazione dei fitosanitari utilizzati nell'agricoltura, in particolare dal clorotalonil. Il limite di 0,1 microgrammi per litro d'acqua è stato superato in 12 cantoni (il Ticino è tra quelli che riscontrano concentrazioni maggiori), secondo una nuova analisi dell'Ufficio federale dell'ambiente. Questo mentre il governo federale ha classificato il clorotalonil come "probabilmente cancerogeno" e ne ha vietato l'uso all'inizio del 2020. Tuttavia, ci vogliono anni prima che i metaboliti di questo prodotto vengano smaltiti dai terreni che l'hanno assorbito.

Del problema se ne sta discutendo in quanto l'80% dell'acqua potabile in Svizzera è ottenuta dalle acque sotterranee. Anche quella del rubinetto è a rischio. «La situazione è problematica per i fornitori di acqua», afferma Martin Sager, direttore dell'Associazione svizzera gas e acqua (SVGW), interpellato da 20 Minuten. «Bisogna fare tutto il possibile per impedire alle sostanze estranee di penetrare in ciò che poi beviamo».

Trattamento costoso - Sia i fornitori che la popolazione vorrebbero che l'acqua potabile fosse il più naturale possibile. «Il trattamento per l'eliminazione dei prodotti di degradazione dei pesticidi è tecnicamente molto complesso, ad alto consumo energetico e costoso», spiega Sager. «Per questo accogliamo con favore tutte le misure che rafforzano la protezione precauzionale delle risorse di acqua potabile e chiediamo un percorso di riduzione vincolante per il rischio che i pesticidi, e i loro prodotti di degradazione, possano penetrare nelle acque sotterranee».

Per il biologo Caspar Bijleveld, che sostiene una delle iniziative che vogliono vietare i pesticidi artificiali (vedi box), l'analisi federale è un segnale di allarme: «Il problema dei pesticidi persiste ancora. Le sostanze entrano nell'acqua, quindi nel nostro organismo e non abbiamo idea di cosa facciano questi cocktail a lungo termine». Soluzioni? «O i consumatori acquistano molto più biologico e il mercato nel frattempo regola il problema, oppure la politica deve proibire l'uso di pesticidi sintetici e l'importazione di alimenti contaminati da pesticidi».

Due iniziative contro i pesticidi
In Svizzera sono in corso due iniziative anti-pesticidi. L'iniziativa "Per una Svizzera senza pesticidi sintetici" chiede che agli agricoltori non sia più consentito l'uso di pesticidi artificiali. Anche l'importazione di alimenti contenenti pesticidi sarebbe da vietare. L'iniziativa sull'acqua potabile richiede che siano supportate solo quelle aziende che non usano pesticidi e che non somministrano antibiotici agli animali. Il Consiglio federale le respinge entrambe.

 

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