«Otto anni di paura sulle spalle»

Via agli spareggi: gli azzurri sfidano l’Irlanda del Nord
Arno Rossini: «L’Italia non è una grossa squadra ma ce la farà».
Via agli spareggi: gli azzurri sfidano l’Irlanda del Nord
Arno Rossini: «L’Italia non è una grossa squadra ma ce la farà».
BERGAMO - Domani sera, giovedì, l’Italia comincerà il suo percorso negli spareggi mondiali. Avrà l’ultima chance per ottenere il pass per la Coppa del Mondo della prossima estate. Gli uomini di Rino Gattuso scenderanno in campo a Bergamo, contro l’Irlanda del Nord.
Fino a qualche anno fa un impegno del genere non avrebbe levato il sonno ad alcun tifoso: “l’Armata biancoverde di Michael O’Neill merita grande rispetto, certo, ma non può spaventare gli azzurri”, si sarebbe detto. Memori dei disastri con la Svezia nel novembre 2017 (eliminati dopo un doppio confronto) e la Macedonia nel marzo 2022 (0-1 casalingo nella semifinale degli spareggi), tutti quelli che sperano di vedere i “quadricampioni” alla Coppa del Mondo ora ci vanno però con i piedi di piombo.
«No, dai, non creiamoci dei dubbi - è intervenuto Arno Rossini - l’Italia ce la farà, supererà questo turno e si qualificherà alla finale contro Galles o Bosnia (di fronte nell’altra semifinale, ndr)».
Guardando alle due rose, sembrerebbe non esserci partita.
«L’Italia non è una grossa squadra, inutile girarci attorno. Ha però i mezzi e le qualità per battere un avversario sulla carta nettamente meno competitivo. Si parlasse solo di valori tecnici, non ci sarebbe partita. Poi, certo, conta anche la testa. E pure tanto».
La pressione è grande.
«Quei ragazzi, perché di questo si tratta, è bene non scordarselo, avranno sulle spalle otto anni di pressione. Di paura. I disastri delle ultime due qualificazioni stanno infatti accompagnando un gruppo che, invece, avrebbe solo bisogno di lavorare con tranquillità».
Rino Gattuso sarà amico o sergente di ferro?
«In questi mesi senza partite ha puntato su un aspetto fondamentale: ha pensato a fare gruppo. Quando ha potuto, ha riunito i convocati, ha lavorato molto sui rapporti, sull’aspetto umano… Sembra di dire una banalità ma il segreto è tutto lì: fare, appunto, gruppo. Convincere i giocatori che remando tutti nella stessa direzione l’obiettivo si può raggiungere. E questo lo ha fatto ripensando a quanto imparato in carriera, lui giocatore umile arrivato dal nulla. Al processo di convincimento hanno poi di certo partecipato anche gli ex campioni che fanno parte della spedizione azzurra. Buffon, Bonucci… ex giocatori di quel calibro hanno un biglietto da visita importante, un credito da spendere dentro lo spogliatoio. Credo siano riusciti a convincere quanti domani indosseranno la maglia azzurra. Lo spero almeno».









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