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L’OSPITE - ARNO ROSSINI«La Svizzera di Yakin è deludente? Se i giocatori non ne hanno più…»

08.06.22 - 07:00
Arno Rossini: «Il Mondiale? Renato Steffen non è certo più forte di Bottani»
Imago
«La Svizzera di Yakin è deludente? Se i giocatori non ne hanno più…»
Arno Rossini: «Il Mondiale? Renato Steffen non è certo più forte di Bottani»
Nazionale deconcentrata in Nations League? «È fine stagione, è anche logico che alla prima difficoltà uno molli e cominci a pensare alla spiaggia».
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GINEVRA - Giugno è arrivato e fa tendenzialmente caldo… il primo pensiero di molti è dunque quello delle vacanze. E tra i tanti distratti dal prossimo relax c’è sicuramente anche qualcuno dei giocatori convocati da Murat Yakin. Nei primi due dei quattro impegni della Svizzera in Nations League la mancanza di concentrazione prima ancora che di condizione è infatti stata lampante.

«La Nations League è il torneo più inutile che ci sia, dice Jürgen Klopp - è intervenuto Arno Rossini - come si fa a non essere d’accordo? Sei a fine stagione, tutti i campionati sono terminati, le coppe sono andate in archivio… è anche logico che alla prima difficoltà uno molli e cominci a pensare alla spiaggia». 

Com'è accaduto contro il Portogallo, match durato fino al gol di William Carvalho?
«Esatto. In partite del genere, se ti va bene e magari passi in vantaggio, allora forse riesci ad avere quella continuità a livello mentale necessaria per fare bene. Altrimenti, senza fuoco sacro e senza benzina, ti spegni presto. È vero, stiamo sempre parlando di una competizione ufficiale, è vero, come federazione qualcosa sicuramente ti entra, ma se i giocatori non ne hanno più…».

Era quindi meglio quando al posto di questo torneo si giocavano le amichevoli?
«Mah. Le amichevoli le affronti in maniera spensierata. Match ufficiali come quelli della Nations League portano invece prestigio e… obblighi. Hai un'immagine da difendere, hai del terreno nel ranking FIFA da non perdere: diventano insomma impegnativi».

Se si parla di motivazioni... visto che ora la Svizzera è già quasi tagliata fuori nel suo girone, le prossime partite saranno un'agonia?
«È difficile pensare che la Nazionale possa ritrovarsi. Soprattutto, poi, tenuto conto del fatto che affronterà avversari importanti».

La Nazionale a giugno, insomma, che senso ha quando non ci sono grandi manifestazioni alle porte?
«Questo periodo dell'anno dovrebbe essere quello degli esperimenti. Penso per esempio a quanto fatto dall'Italia: in una situazione estremamente difficile vista la mancata qualificazione al Mondiale e vista la sconfitta patita dall'Argentina, Roberto Mancini è stato per esempio bravo a far girare un po' la squadra. A provare diversi giovani. Ha insomma dato un segnale. Anche Yakin dovrebbe percorrere fino in fondo quella strada». 

Ha “provato” Mattia Bottani.
«Che secondo me è entrato anche abbastanza bene. Ha cercato, in un incontro ormai terminato, di dare il suo contributo».

Ha avuto un zuccherino è ora può tornare a pensare esclusivamente al club?
«Non ne sono convinto. Il solo fatto di essere stato convocato e poi schierato gli dà già la possibilità di mantenere il suo posto nel gruppo allargato. Ho poi l'impressione che da qui ad autunno qualche cambio, visto che qualche giocatore “spento” c'è, Murat lo farà. Mattia, insomma, se la può giocare. A livello di Super League è stato uno dei migliori, merita di esserci e di sognare. In quel gruppo mi sarebbe piaciuto vedere anche Marchesano… la sua assenza a questo punto equivale tuttavia per lui alla fine di ogni speranza».

In Qatar potrebbero esserci rose allargate rispetto a quelle solite con 23 giocatori. Bottani può quindi ragionevolmente credere di essere in corsa per la convocazione?
«Per ora ha aperto una porta e ha messo dentro un dito. Adesso dovrà essere bravo a non lasciare che lo spiraglio si chiuda. Dovrà essere bravo a entrare definitivamente. Elementi con quelle caratteristiche, nel gruppo rossocrociato, io non ne vedo molti. C’è Renato Steffen… ma per me non è di certo più forte di Mattia. Se da qui a novembre saprà confermarsi ad alti livelli e se anche il Lugano riuscirà a firmare un inizio di campionato positivo, allora la possibilità di andare al Mondiale diventerà reale. Le credenziali per ottenere il biglietto per il Qatar, Bottani le ha tutte».

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