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ASSOCIAZIONE ATLAS

Autodeterminazione, inclusioni e diritti a “doppia velocità”

ASSOCIAZIONE TICINESE LAVORO SOCIALE
Depositphotos (IgorVetushko)
Autodeterminazione, inclusioni e diritti a “doppia velocità”
ASSOCIAZIONE TICINESE LAVORO SOCIALE

L’associazione ATLaS (Associazione Ticinese Lavoro Sociale) si esprime fortemente preoccupata e considera tale misura inaccettabile. La decisione del governo di ignorare gli appelli delle organizzazioni del settore, delle parti sociali del cantone e di 20'000 cittadini è preoccupante sia in quanto incrinamento del discorso democratico che di benessere e cura della popolazione tutta.

ATLaS è sempre più preoccupata della direzione nel quale le politiche sociali del Cantone si stanno dirigendo.

Le cure a domicilio, oltre a rappresentare una necessità sanitaria per molti, sono anche un fondamentale sostegno ai diritti dei pazienti e dei famigliari curanti. Alcuni soci di ATLaS lavorano presso servizi educativi e di sostegno sociale per persone che vivono a casa propria, persone che hanno espresso questa necessità e questo loro diritto. Per queste persone le cure a domicilio infermieristico rappresentano un importante sostegno che permette loro una vita di qualità e il più possibile soddisfacente.

Per cercare di mantenerla le persone cercheranno di ridurre al minimo possibile le cure a domicilio e la qualità del servizio non potrà che risentirne. Il rischio è una corsa contro il tempo in cui chi si occupa di cura a domicilio avrà l’obiettivo primario di fare il più possibile in meno tempo, così da costare di meno. La qualità relazionale e sanitaria non sarà più così importante, lo sarà invece la velocità.

Questa misura di risparmio crea così un doppio standard basato unicamente su criteri economici, chi si può permettere, in quanto economicamente avvantaggiato, il proprio diritto all’autodeterminazione e ad una vita di qualità e soddisfacente, e chi invece, in quanto in difficoltà economiche, non se lo potrà permettere.

La misura colpisce però anche i famigliari curanti, con un conseguente aumento dei costi della salute per tutta la popolazione. La misura di risparmio non può che aumentare, già elevato, il rischio di problemi di salute mentale e fisica dei famigliari curanti. Quest’ultimi si ritroveranno ancora di più a doversi (pre)occupare dei propri cari e quindi a fare ancora più fatica a conciliare lavoro, famiglia e tempo libero. Il governo sembra non vedere che si cerca di contenere i costi da una parte per poi farne emergere di altri, sia a livello sociale che economico, da un’altra.

ATLaS non può quindi che unirsi ai precedenti appelli e invitare tutta la cittadinanza alla manifestazione del 18.4 alle 15:00 in piazza Collegiata a Bellinzona.

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