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23.05.2020 - 13:550

Innovazione sostenibile, un’opportunità da cogliere

Cristina Gardenghi, deputata in Gran Consiglio per i Verdi del Ticino

ACQUAROSSA - Durante l’imminente sessione parlamentare, tra la pila di messaggi accumulatasi durante lo stop pandemico, discuteremo quello riguardante lo stanziamento di un credito quadro di 20 milioni per l’adozione di misure a sostegno dell’innovazione per il periodo 2020-2023. Si tratta di uno strumento previsto dalla Legge per l’innovazione economica (LInn) approvata dal Gran Consiglio alla fine del 2015.

L’innovazione è un fattore fondamentale che caratterizza non solo un’economia, ma l’intera società. È infatti un’espressione naturale del processo che ogni essere vivente compie per adattarsi all’evoluzione del contesto in cui è immerso, che sia economico, sociale o ambientale. Il contesto in questi ambiti probabilmente non è mai mutato così in fretta come negli ultimi decenni (e negli ultimi mesi!); non c’è dunque da stupirsi che la capacità di innovarsi e innovare rivesta un’importanza sempre maggiore nel posizionamento strategico delle imprese sul mercato.

Un’azienda innovativa è un’azienda che sa rispondere in maniera adeguata ai bisogni del presente, offrendo servizi e prodotti che più convengono alla situazione e generando così benessere da ridistribuire alla società intera. Ma soprattutto è un’azienda che sa anticipare le sfide e le opportunità del futuro. In questo momento più che mai abbiamo bisogno di un substrato economico lungimirante: le sfide che il futuro ci serba sono molteplici e minacciano le basi stesse del nostro benessere e persino della nostra esistenza. La più urgente è senza dubbio quella di conciliare la società umana con i limiti del pianeta che la ospita, pena il deperimento della società stessa per mancanza di elementi necessari al suo sostentamento (aria e acqua pulita, cibo, spazio vitale…) oppure a causa di disastrose pandemie frutto dell’irruzione in ecosistemi in cui la presenza dell’essere umano non era prevista.

È dunque giusto sostenere le aziende ticinesi nel loro processo di innovazione, che dev’essere però orientato il più possibile alla ricerca di soluzioni efficaci e sostenibili per garantire una prosperità duratura, a maggior ragione in questo periodo di crisi economico-finanziaria. Come Verdi del Ticino chiediamo persino l’aumento del credito quadro previsto di 10 milioni e di innalzare del 10% la percentuale massima del sussidio, arrivando al 40% del costo complessivo computabile. In questo modo si fornirebbe un supporto concreto alla ripresa del substrato economico ticinese tramite il potenziamento di strumenti già esistenti come quello previsto dalla LInn.

L’innovazione non si fa però solo rimodernando il capitale tecnico o intellettuale: va rinnovata e coltivata prima di tutto la responsabilità dimostrata nei confronti della società e del territorio in cui l’impresa opera, che si inserisce negli obiettivi di sviluppo sostenibile specificati nel programma di legislatura 2019-2023. Ogni azienda, attraverso il suo operato o le relazioni che stringe, contribuisce in maniera positiva o negativa a questi obiettivi, ricoprendo un ruolo chiave nel raggiungimento degli stessi.

Chiediamo dunque alle aziende che si innovano di riportare in modo trasparente i loro impatti più significativi (positivi o negativi) dal punto di vista ambientale, sociale ed economico e di collocare la loro gestione in una visione a lungo termine. È quello che viene chiamato “rapporto di sostenibilità”: l’azienda dimostra il suo impegno ad allinearsi agli obiettivi di sostenibilità attraverso una serie di indicatori standardizzati (ad esempio standard GRI) calibrabili in funzione della capacità e della grandezza dell’impresa in modo da minimizzare lo sforzo burocratico. Un’azienda innovativa è conscia dei benefici generati sul lungo termine da una strategia di gestione che minimizza gli sprechi energetici, la produzione di rifiuti e in generale le esternalità negative sul territorio e l’ambiente. Inoltre, essa riconosce il valore dell’operato delle loro e dei loro dipendenti senza discriminazioni, non solo in termini di costi bensì di creazione di prezioso capitale umano. Secondo noi questo è un principio inderogabile, perciò chiediamo l’adempimento di criteri sociali basilari, come ad esempio il rispetto della parità salariale.

L’innovazione sostenibile rappresenta sì una sfida ma al contempo una grande opportunità per le imprese, per la società e per l’ambiente che ci ospita e sostiene. Cogliamo questa opportunità per creare un substrato economico resiliente fatto di aziende innovative, responsabili e in armonia con il territorio.

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