Luca Mora: "Proponetemi tutto, ma non un incontro al buio con una ragazza"

"E nemmeno un film sul divano". Riflettori sul presentatore di S-Quot
"E nemmeno un film sul divano". Riflettori sul presentatore di S-Quot
LUGANO – Da tre anni è il volto televisivo più seguito dai ragazzini. Con il suo S-Quot (tutti i mercoledì alle 13.10 su RSI La1) gioca con gli alunni delle scuole della Svizzera italiana. Luca Mora, anni 27, è uno dei nomi più promettenti della tv di casa nostra. Per ora ha a che fare con un pubblico di giovanissimi, ma l’obiettivo è puntare sulla fascia più adulta. Bella sfida per uno che ha ammesso di non aver mai guardato tantissimo la televisione.
Come sei arrivato in tv?
“Tutto è iniziato per caso. Mia madre mi ha convinto a partecipare a un concorso della RSI in cui cercavano volti nuovi. Inizialmente ero scettico. Ho spedito un video dove insieme a un amico interpretavamo in pantaloncini e giacca elegante due improbabili partecipanti a un quiz. Quando mi hanno chiamato per dirmi che avevo superato il provino, non riuscivo a crederci. Da quel giorno è cambiata la mia vita”.
La parlantina non ti manca. Da dove arriva?
“Dai banchi di scuola. In classe ero un chiacchierone. Pero' devo anche dire che a scuola riuscivo ad apprendere tutto molto velocemente. Una volta capita la lezione, iniziavo a chiacchierare con i miei compagni”.
Nessun imbarazzo davanti alle telecamere?
“All'inizio è stata dura. Ero tesissimo, non riuscivo a sorridere. Di sera, a fine programma, avevo i crampi alle gambe per la troppa tensione”
E oggi come va?
“Non ho più i crampi, ma l’emozione c'è sempre. Oggi vivo il tutto con maggiore serenità e divertimento”.
Dicono che le ragazzine impazziscono per te. Quante dichiarazioni d'amore?
“Nessuna finora. Loro sono più che altro affascinate dal fatto che lavoro in televisione”.
Sul braccio hai un tatuaggio.
“È una stilizzazione del numero sette. Era il mio numero di quando giocavo a calcio. Poi, a causa di un infortunio ho dovuto smettere”.
Oggi hai ripreso a giocare dopo quell'infortunio?
“Da quasi un anno. Sono stato fermo sette mesi per l'infortunio. Ora gioco con una mentalità diversa. Prima buttavo l'anima sul campo, oggi sono più tranquillo. Ormai ho capito che il calcio non potrà più essere la mia strada quindi me ne faccio una ragione. Giochero' solo per divertimento”
Squadra del cuore?
“La Juve, e quest'anno stiamo andando bene”.
Cosa guardi in tv, quando non lavori?
“Mi piace seguire Matteo Pelli. Ma anche Zero Vero. La mia passione sono i documentari, soprattutto quelli del National Geographic”.
Il tuo presentatore preferito?
“Per restare in casa scelgo Matteo Pelli. Per me è un po’ un maestro. In Italia invece scelgo Bonolis, che mi fa morire dal ridere”.
Ti piace la tv italiana?
“Mi sembra troppo esagerata. Prendi il Grande Fratello. La prima edizione era interessante. Oggi è un programma inguardabile. Troppi litigi nei reality show”.
L'aspetto più bello della popolarità
“Te lo dirò tra 10 anni. Adesso la popolarità non l’ho ancora vista”.
Non ci credo. Qualcuno ti fermerà per strada.
“Qualcuno dice c'è 'quello di S-Quot', ma poi non si ricordano il mio nome. L'altro giorno mi hanno chiamato Marco Di Gioia, il presentatore di Zero Vero. Eppure io sono biondo, e lui è moro con il pizzetto”.
Quale trasmissione ti piacerebbe condurre?
“Mi piacerebbe mettermi alla prova con un quiz”.
Fabrizio Casati ci ha detto in un’intervista che con la tv si cucca di più. A te come sta andando?
“Nel mio caso non è così. Forse Fabrizio scherzava, o forse questa affermazione è frutto di un malinteso con il giornalista”.
Nessun malinteso, te lo posso assicurare.
“Fabrizio pero' si è sposato ed è felice. Chissà, magari ha conosciuto sua moglie proprio grazie alla tv”.
Riesci a divertirti come prima, oppure la notorietà ti frena nella vita sociale?
“Per niente. Faccio tutto quello che facevo prima. Conduco una vita molto regolare. Alle 11 di sera sono già stanco. Sono un tipo tranquillo, una pizza con gli amici, pochissime serate in discoteca. Anzi spesso in discoteca mi annoio”.
Cosa non ti annoia invece?
“Stare con gli amici e fare qualcosa insieme. La mia serata ideale e andare a giocare a bowling con gli amici. Non amo stare in un locale con la musica troppo alta dove non si puo' nemmeno parlare. Così come detesto i luoghi affollatissimi”.
Presenti un programma rivolto ai ragazzini. Tu com'eri alla loro età?
“Ero un po' scapestrato. Avevo sempre il calcio in testa. Ero monotematico: tutto ruotava attorno al pallone. A scuola non ero il primo della classe, non stavo mai fermo. Ero sempre in movimento. Tuttora faccio fatica a stare fermo. Dover stare fermo su un divano e guardare un film è spesso una sofferenza. Forse dovrei guardarlo palleggiando”.
Pensi di essere un modello per i ragazzini?
“Forse per qualcuno si. Soprattutto per quei ragazzi estroversi che vorrebbero lavorare in tv e mi chiedono consigli”.
E tu che consigli dai?
“Dico che devono prima studiare e terminare la scuola, e che quando saranno grandi capiranno quale sarà la loro strada professionale. Sembro quasi mia madre. Io non avrei mai immaginato di andare a lavorare in tv eppure è successo”.
Faresti mai un incontro al buio con una ragazza?
“Non sono uno che chatta molto. Cercherei di evitare un incontro al buio innanzitutto perché mi sentirei tremendamente in imbarazzo, e poi come fai a sapere che la persona che vai ad incontrare è realmente quella che si è presentata in chat”.
I cinque brani più ascoltati nel tuo i-Pod?
“Difficile dirlo. Ultimamente sto ascoltano molto l'intero cd di Bassi Maestro. Ascolto soprattutto molto rap”.
Tra la conduzione di un programma televisivo in prima serata e una partita di calcio con il giocatore del cuore cosa scegli?
“In questo momento direi il programma televisivo perché è quello che voglio fare nel mio presente e nel mio futuro. Se la domanda me l'avessi fatta cinque anni fa ti avrei risposto sicuramente una partita di calcio con...”
Con chi?
“Con Cristiano Ronaldo”.
Da grande cosa farai?
“Il presentatore televisivo. Almeno ci spero. È un lavoro che mi diverte moltissimo”.
Fidanzato o single?
“Sto frequentando una ragazza”.
Come sta andando?
“Tra alti e bassi”.
Gelosa della tua popolarità?
“Non credo, anche perché, ti ripeto, non avverto tutta questa popolarità. Se mi fermano per strada è solo per chiedermi un'informazione. L'ultima volta ero sul lungolago a Lugano e due ragazzi mi hanno chiesto di scattare una foto. Ma dovevo essere io a scattare la foto a loro”.








Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!