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APPROFONDIMENTI
24.12.2018 - 06:000

Nuova 911, parlano i “papà” della Porsche più iconica

A tu per tu con il Chief Designer Porsche ed il Vice Presidente Linea 911, per rivivere i momenti più intensi nello sviluppo della coupé tra le più desiderate al mondo: ecco come l’hanno realizzata.

Non capita tutti i giorni di farsi raccontare la nuova generazione Porsche 911 dai due responsabili per design e sviluppo tecnico, ma in occasione della presentazione ufficiale della vettura, al Salone dell’Automobile di Los Angeles lo scorso novembre, ci siamo ritrovati attorno a un tavolo proprio in compagnia del Chief Designer Porsche, Michael Mauer, nonché del Vice Presidente Linea Prodotto 911 (oltre che 718) August Achleitner: entrambi soddisfatti e felici per la riuscita di progetto e non potrebbe essere che così; ma anche desiderosi di raccontare le difficoltà, i dubbi e gli sforzi che sono stati necessari per assicurare ulteriore linfa al “mito” della Casa di Stoccarda.

Cosa significa affrontare lo sviluppo di una nuova generazione di 911?
Per Mauer il quadro è molto chiaro: “Progettare una nuova generazione di Porsche 911 non è mai un lavoro ordinario. È una sfida e un’opportunità allo stesso tempo; da un lato, la 911 è l’icona e il Dna del marchio Porsche, ma d’altro canto devono essere implementate digitalizzazione insieme ad altre nuove tecnologie. Lavorare sull’ottava generazione dell’icona dell’industria automobilistica è qualcosa di speciale: non avrei mai voluto perdere questa opportunità nella mia vita di designer”. Gli fa eco Achleitner: “Tutti i tecnici di sviluppo della 911 sono allo stesso tempo anche fan del modello e questa condizione speciale aggiunge grandi stimoli nel lavoro; allo stesso tempo, si è responsabili di qualcosa che la gente sogna e che ci impegna ancora di più nel trovare sempre miglioramenti tangibili ad ogni evoluzione”.

Quali sono state le sfide più importanti sul piano stilistico?
Mauer: “Uno degli obiettivi principali era quello di rendere la 911 serie 992 visivamente più compatta. Un’altra parte importante era però allo stesso tempo l’aerodinamica. Con la potenza e le prestazioni di questa nuova vettura si è reso necessario un sistema aerodinamico molto sofisticato, tanto più volendo mantenere le superfici molto pulite e un look puro con tutti i dettagli integrati. La combinazione di ruote da 20”-21”, poi, è stata una scelta tecnica necessaria per raggiungere gli obiettivi di maneggevolezza, che in qualità di designer abbiamo accolto con gran favore: la presenza su strada è sempre fondamentale”. Tuttavia, aggiunge il responsabile del Design, “La sfida più grande è venuta dal riuscire a combinare, fondendoli, aspetti moderni con elementi della tradizione: abbiamo avuto molteplici discussioni su quanto potessimo spingerci in avanti con il design della nuova 911, tanto più negli interni, ma crediamo di essere riusciti a mantenere un legame saldo con le origini facendo al contempo percepire chiaramente che questa è la versione più recente del modello”.

Le dimensioni decisamente allargate si sono rivelate un problema stilistico?
Secondo Mauer la questione è stata risolta brillantemente: “L’ispirazione ci è venuta dalla prima 911 Turbo, sulla quale era stato montato un motore straordinariamente potente per l’epoca, allargando però soltanto la carreggiata posteriore e lasciando invece immutato il resto della carrozzeria: che rimaneva dunque quella snella e slanciata di sempre, giusto con gli archi passaruota maggiorati. Da questo approccio abbiamo tratto l’idea di mantenere la zona centrale e l’abitacolo piuttosto stretti e di enfatizzare molto di più la linea dei passaruota: in questo modo, si crea l’impressione che l’auto abbia un aspetto più compatto. Scelta che, ancora una volta, si è rivelata piuttosto impegnativa per lo sviluppo dell’aerodinamica, perché per l’efficienza servono superfici quanto più omogenee e lineari. È stato il “trucco” principale alla base di questo nuovo design”.

Anche in campo tecnico non sono mancate grandi sfide…
Per l’ingegner Achleitner, alla terza generazione 911 sotto la sua responsabilità, questa volta il compito è stato più arduo del consueto specie per via dell’incertezza nei regolamenti relativi alle emissioni, ma non solo: “La sfida più impegnativa per questa 911 992 è venuta nello specifico dalla legislazione sulle emissioni: quando sono partiti con ideazione e sviluppo, quattro anni fa circa, non era ancora chiaro il livello di emissioni da rispettare – sono state legalmente fissate soltanto a inizio 2017 – ma noi tecnicamente dovevamo comunque essere pronti per ogni genere di scenario, il che non è stato per nulla semplice. Affinare alla perfezione i nostri motori per la normativa finale ci è costato letteralmente fino all’ultimo giorno di sviluppo”. Ma il Vice Presidente della serie 911 guarda anche avanti: “Quello che attualmente determina una situazione di reale difficoltà per noi e, posso aggiungere, per l’intera industria automobilistica, è l’estrema incertezza sugli obiettivi che sarà realmente necessario raggiungere entro il 2023 o anche prima: completo passaggio all’auto elettrica oppure parziale, molto rapido o diluito in termini di tempo. Non esistono reali dati oggettivi ed affidabili su questi quesiti e ciò rende ogni aspetto della progettazione estremamente più incerto e difficoltoso rispetto, ad esempio, a quando eravamo impegnati con la progettazione della 997 nei primissimi anni 2000”.

Come troveranno il nuovo modello i fortunati clienti?
Achleitner spiega così il carattere della 992: “La scelta tecnica di un avantreno con larghezza sensibilmente maggiorata ci ha permesso di ridurre la durezza di ammortizzatori e molle, compensata dal maggior appoggio trasversale, senza perdere in qualità di controllo del rollio ed anzi trasmettendo minori sollecitazioni all’asse posteriore; dove è stato così possibile impiegare barre di rollio a loro volta meno dure, a tutto vantaggio di una trazione superiore. Che si traduce in maggior rapidità nella percorrenza di curva unita ad una superiore finezza di traiettoria. Inoltre, grazie alle ruote più grandi al retrotreno, la 911 offre una sensazione di maggior stabilità e precisione”. Domanda delle domande, a questo punto spontanea: la nuova 911 è più veloce o più facile? Secondo il suo “papà”, “È più facile andare veloce e la vettura è certamente più rapida della precedente. Con lo sviluppo degli pneumatici abbiamo voluto tenere in maggior conto il comportamento sul bagnato che non la prestazione pura su asciutto: la 911 992 è più rapida di circa 5 secondi rispetto al modello precedente lungo la Nordschleife del Nürburgring in condizioni ideali, ma si sarebbe potuto scendere anche oltre (8-9 secondi) sacrificando il miglioramento in ogni condizione ambientale. Aspetto cui invece tenevamo in modo particolare. Tanto più che la vettura monta in prima mondiale assoluta il sistema Wet Assistant per l’adeguamento automatico alle condizioni di guida con pioggia, dall’efficacia impressionante. Il guadagno maggiore del nuovo modello, in che comparto è dunque maggiormente avvertibile? Achleitner non ha esitazioni: “Il comfort viene in primo piano. La nuova generazione di ammortizzatori permette superiore progressione e dolcezza di assorbimento quando non serve una risposta dura, irrigidendosi però molto di più e più rapidamente appena è richiesto dalla dinamica dell’auto”.

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