Foto: Davide Saporiti (Auto Illustrierte)
CONFRONTO
14.07.2015 - 17:170

Alfa Romeo: dalle automobili alla bicicletta

Una Giulietta e una bicicletta: entrambe Alfa Romeo, hanno quale comune denominatore la sportiva 4C. Un confronto un po’ diverso dal solito.

Se c’è un mezzo di trasporto col quale non sono proprio mai andato d’accordo, questa è proprio la bicicletta. Un po’ per l’utenza che ne usufruisce, un po’ perché sportivamente parlando ho sempre preferito correre o nuotare piuttosto che pedalare. Questa volta però mi devo per forza di cose avvicinare ad una bici in quanto i colleghi del mensile specializzato Auto Illustrierte hanno voluto organizzare un confronto piuttosto particolare tra due Alfa Romeo il cui comune denominatore è la 4C. Da un lato l’Alfa Romeo Bike realizzata in carbonio come la 4C, dall’altro la Giulietta Quadrifoglio Verde con cui condivide lo stesso motore.

Io, ovviamente, guiderò la Giulietta. In sella monterà invece un collega decisamente più avvezzo alle due ruote. Il ritrovo è in cima al passo del Sattel, sul quale v’è ancora un qualche piccolo agglomerato di neve. Salirvi con la Giulietta non è stato poi così male. I 240 cavalli ci sono tutti, il propulsore ha una bella entrata in coppia ed un sound corposo quando si superano i 5'000 giri al minuto, sebbene le strette ed insidiose strade di questo passo non è che permettano poi tanti allunghi. Ad essere messa a dura prova è decisamente la motricità, in uscita dai numerosi tornanti e dalle curve quasi tutte da seconda. Meno male che l’efficacia del differenziale Q2 sia sopra le aspettative e che i cavalli non vadano quindi persi per strada. Nel complesso la sua discreta efficacia segna una grande differenza rispetto ad una Giulietta tradizionale. Ed è questo quello che conta, pur non essendo l’auto più veloce per questa tipologia di strada.

Arrivato in cima prima del previsto, devo ancora attendere il collega che sarà da qualche parte lungo l’altro versante con i polpacci in fiamme. Appena sbuca da dietro la curva riconosco ben più di qualche imprecazione sul suo volto. E pensare che è pure ben allenato… Il grosso problema apparentemente riguarderebbe proprio la bicicletta. Con l’espressione ancora provata, spiega il perché: “La vedi la catena? Ecco: ha un solo rapporto.” In effetti non proprio l’ideale quando devi pedalare per 11,7 chilometri, fin su a 1'190 metri, con una pendenza media del 6,4%. “L’Alfa Romeo Bike non è fatta per questo genere di cose” sentenzia il collega. Anche se, a guardarla, si direbbe proprio il contrario. Un telaio interamente in carbonio a struttura cava, con ruote e sella realizzati con lo stesso materiale per un peso complessivo di 6,9 chili.

Proviamo allora a (in)seguirci in discesa. Ma anche qui bastano poche centinai di metri (leggi: le prime curve) perché il collega rinunci ad una sfida virtuale. Il problema sta nuovamente nella bicicletta con la quale le curve vanno assaggiate con prudenza a causa delle forti torsioni del telaio. Arriviamo in fondo valle molto piano, giusto quel che serve per mettere nel cassetto il servizio fotografico, raramente superano i 20/30 chilometri orari. Tempo di berci un caffè. E discutere un po’ del senso di un bicicletta come questa. “Probabilmente sarebbe da usare unicamente lungo gli ovali, avendo un rapporto solo” conclude il collega. Certo. Però a guardarla è davvero bella, ricca di dettagli suggestivi e ricercati, uno splendido oggetto di design. E forse è proprio questo, un oggetto di design fine a se stesso, da posteggiare in salotto di fianco alla vostra 4C. Sempre che, per farlo, abbiate voglia di spendere 5'900 franchi. Alcuni, questo, lo chiamano lusso.

 

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