SALONE DI GINVERA - NOVITÀ
04.03.2014 - 08:300
Aggiornamento : 25.11.2014 - 08:55

I segreti della Porsche 919 Hybrid

Quest’automobile, in parte imparentata alla 918 Spyder, ripoterà Porsche alla 24 di Le Mans. Scopriamo le sue caratteristiche tecniche.

Dopo 16 anni di assenza, Porsche ritorna nella massima categoria delle gare di durata. E lo fa in grande stile. Anche se è un’automobile da corsa possiamo affermare senza dubbio che la 919 Hybrid sia una delle protagonista, una delle più attese di questo 84.esimo salone dell’automobile di Ginevra. Tanto che ieri sera, alla consueta serata di anteprima organizzata dal gruppo Volkswagen, si è deciso di mantenere il massimo riserbo mostrando unicamente la sua ultima antenata, ovvero la 911 GT1. Abbiamo dovuto quindi aspettare le 8:20 del mattino per vederla di persona e scoprire i suoi dati tecnici. Che ora condividiamo con voi.

Innanzitutto Porsche ci tiene a precisare che la categoria prototipi LMP1-H in cui andranno a competere quest’anno ha un regolamento tecnico insolitamente permissivo, sicché i costruttori possono sbizzarrirsi in tutta la loro creatività ingegneristica. Obbligatoriamente ibridi, i motori delle automobili di questa categoria servono in maniera fondamentale allo sviluppo delle future tecnologie per le auto di serie in quanto le prestazioni di queste vetture da corsa sono direttamente correlati alla loro efficienza: sebbene si consumi il 30% in meno di carburante ad ogni giro, l’energia utilizzata dai sistemi ibridi aumenta drasticamente. A fianco del V4 da 2 litri sovralimentato mediante un singolo turbocompressore e capace di toccare quota 9'000 giri/min. troviamo un motore elettrico. Questo è alimentato da gruppi batteria agli ioni di litio le quali vengono caricate nei seguenti modi: da un lato tramite il recupero dell’energia termica dei gas di scarico, dall’altro un ben più convenzionale recupero dell’energia in frenata in grado di trasformare l’energia cinetica in energia elettrica, come già si è visto sulla 918 Spyder. Quando il pilota vorrà quindi richiamare questa energia ecco che verranno azionate le ruote anteriori, così da avere una trazione integrale temporanea visto che il motore a benzina convoglia la sua potenza unicamente all’asse posteriore. Questo lascia al pilota un importante compito strategico nella decisione di come sfruttare la potenza extra in base alle condizioni metrologiche, alla topografia della pista e al “traffico” degli altri concorrenti. In altre parole: utilizzare l’energia nel modo più efficiente della potenza disponibile per un giro di pista ottimale.

Ci fermiamo qua perché il propulsore è appunto la parte più affascinante: per andare oltre servirebbe un dottorato. Questo concentrato di tecnologia con telaio in fibra di carbonio che pesa poco più di 850 kg è quindi carica di grandi aspettative sebbene lo stesso Matthias Müller, boss di Porsche, ha espresso grande rispetto nei confronti dei concorrenti rispetto ai quali la sua divisione sportiva soffre per la mancata esperienza in questa tipologia di competizioni, sottolineando tuttavia che in questo primo anno la cosa più importante in assoluto sia tagliare il traguardo. Si inizierà la domenica di Pasqua a Silverstone, in attesa della gara più ambita: la 24 ore di Le Mans.


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