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FRANCIA

Furto al Louvre, spunta una pista belga nelle indagini

A otto mesi dal colpo ai gioielli della Corona, collaborazione tra Parigi e Bruxelles su alcuni sospetti dell’Est Europa
AFP
Furto al Louvre, spunta una pista belga nelle indagini
A otto mesi dal colpo ai gioielli della Corona, collaborazione tra Parigi e Bruxelles su alcuni sospetti dell’Est Europa

PARIGI - A otto mesi dal clamoroso furto al museo del Louvre, con la refurtiva mai ritrovata, emerge una possibile svolta nelle indagini. Secondo quanto riferito dal quotidiano Le Parisien, gli inquirenti starebbero seguendo una pista che porta in Belgio.

Da alcune settimane magistrati di Parigi e Bruxelles collaborano sulla base di un’informazione riservata giunta all’Ufficio centrale di lotta al traffico dei beni culturali. Al centro degli accertamenti ci sarebbero alcuni sospetti originari dell’Europa dell’Est, ritenuti specializzati in furti.

La polizia belga avrebbe rinvenuto nei loro telefoni diverse immagini del Louvre, in particolare della Galleria di Apollo, la sala da cui il 19 ottobre scorso sono stati sottratti i preziosi gioielli della Corona. Fotografie considerate altamente sospette, che hanno spinto gli investigatori a informare immediatamente i colleghi francesi.

Un gruppo di agenti francesi si è quindi recato a Bruxelles per esaminare i dati contenuti nei cellulari. Gli investigatori ipotizzano che la banda possa essere collegata agli autori materiali del colpo, in particolare a uno dei quattro esecutori già arrestati, tutti residenti ad Aubervilliers, nella banlieue parigina.

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