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Whoopi Goldberg: «Avete tutti le mani sporche di sangue»

Per l'attrice, la morte nella sparatoria a Minneapolis di Alex Pretti è stata «il secondo omicidio di un cittadino americano»
Imago
Fonte ats
Whoopi Goldberg: «Avete tutti le mani sporche di sangue»
Per l'attrice, la morte nella sparatoria a Minneapolis di Alex Pretti è stata «il secondo omicidio di un cittadino americano»

LOS ANGELES - «Avete tutti le mani sporche di sangue». Così l'attrice Whoopi Goldberg, intervenendo ad una trasmissione televisiva si è scagliata contro la segretaria del Departement of Homeland Security (Dhs) Kristi Noem e il comandante generale della Border Patrol, Greg Bovino.

L'attrice statunitense se l'è presa in particolare contro la sparatoria di Minneapolis in cui è stato ucciso Alex Pretti. Si è trattato, ha detto «di un vero e proprio omicidio. Il secondo omicidio di un cittadino americano».

Intanto, il comandante della Border Patrol Gregory Bovino e alcuni dei suoi agenti dovrebbero lasciare Minneapolis oggi, secondo alcune fonti della Cnn. Il Dhs ha anche sospeso l'accesso ai suoi account sui social media.

Ciò che è successo ...

Il 13 gennaio 2026 lo Stato del Minnesota e le Twin Cities hanno intentato causa contro l'amministrazione Trump per fermare l'operazione anti-immigrazione dell'ICE, definita «un'invasione federale» e accusata di violare il Decimo Emendamento e le leggi locali. L'azione federale, avviata a dicembre, mirava agli immigrati somali ma ha portato all'arresto di persone di altre nazionalità, con un massiccio dispiegamento di agenti federali. Nei giorni successivi, a Minneapolis sono proseguite le proteste contro l'ICE, soprattutto dopo l'uccisione dell'infermiere Alex Jeffrey Pretti da parte di agenti federali. Pretti, cittadino statunitense e infermiere, era noto per la sua partecipazione alle proteste contro la stretta sull'immigrazione. Anche a Manhattan si sono svolte manifestazioni di solidarietà. Il 26 gennaio Donald Trump ha attribuito la responsabilità delle morti in Minnesota al «caos provocato» dai democratici, chiedendo la fine delle città santuario, ma ha anche aperto all'ipotesi che l'ICE lasci Minneapolis. La morte di Pretti, colpito da dieci colpi di arma da fuoco mentre era disarmato, ha suscitato una nuova ondata di proteste e una raccolta fondi per la sua famiglia. L'ex presidente Bill Clinton ha esortato gli americani a denunciare le «scene orribili» di Minneapolis. Nello stesso giorno, numerose star della musica, del cinema e dello sport hanno preso posizione contro l'ICE e le uccisioni di Renée Good e Alex Pretti, chiedendo l'abolizione dell'agenzia e condannando la brutalità delle operazioni. In serata, Trump ha annunciato la possibilità di ritirare l'ICE da Minneapolis e l'invio di Tom Homan per gestire direttamente le operazioni, segnalando un possibile cambio di fase. Il presidente ha avuto un colloquio positivo con il governatore del Minnesota, aprendo alla riduzione degli agenti federali e a una maggiore collaborazione con le autorità locali. Tuttavia, la Casa Bianca resta divisa tra una linea dura e una più morbida, mentre cresce il dissenso anche tra i repubblicani e i democratici minacciano di bloccare i fondi per la sicurezza, con il rischio di uno shutdown.
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