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Hollywood si ferma: dalla mezzanotte attori e attrici in sciopero

L'astensione dal lavoro fa seguito a quella già messa in atto dagli sceneggiatori lo scorso 2 maggio
foto Deposit
Fonte ATS
Hollywood si ferma: dalla mezzanotte attori e attrici in sciopero
L'astensione dal lavoro fa seguito a quella già messa in atto dagli sceneggiatori lo scorso 2 maggio
LOS ANGELES - Ciak, non si gira: gli attori e le attrici di Hollywood incroceranno le braccia a partire dalla mezzanotte di oggi. Dopo che le trattative con l'Associazione degli studi televisivi e cinematografici (AMPTP) non hanno raggiunto un accord...

LOS ANGELES - Ciak, non si gira: gli attori e le attrici di Hollywood incroceranno le braccia a partire dalla mezzanotte di oggi. Dopo che le trattative con l'Associazione degli studi televisivi e cinematografici (AMPTP) non hanno raggiunto un accordo, giovedì il sindacato degli attori SAG-AFTRA ha annunciato in una conferenza stampa a Los Angeles che il lavoro si fermerà.

A nulla sono valse le molte opere di mediazione che si sono alternate nelle ultime ore e non si è riusciti a raggiungere un accordo entro la scadenza fissata dal sindacato degli attori. Tra le altre cose, gli attori e le attrici avevano chiesto una migliore retribuzione e la regolamentazione dell'uso dell'intelligenza artificiale nel settore.

Lo sciopero è un altro duro colpo per l'industria dell'intrattenimento negli Stati Uniti, in quanto gli sceneggiatori hanno già abbandonato il lavoro dal 2 maggio.

Lo sciopero degli sceneggiatori sta già avendo un impatto sui telespettatori, con molti programmi di seconda serata che non possono andare in onda come al solito. Con un doppio sciopero, i media statunitensi stimano che non sarà possibile realizzare quasi nessun film o serie.

Entrambe le industrie creative risentono del fatto che, sebbene si producano più film e serie, i budget sono in calo e, nel caso delle serie, spesso vengono girati meno episodi per stagione. Inoltre, le repliche sui provider di streaming, a differenza della televisione, portano profitti inferiori ai creativi e sono meno dipendenti dal pubblico.

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