Washington D.C. la città dove il mattone vale oro, raccontata da un'insider
Imago/ZW/AL
La casa di Ivanka Trump e Jared Kushner e una foto di Angie Lundy, agente immobiliare e attivista.
STATI UNITI
08.02.2021 - 06:300
Aggiornamento : 09:48

Washington D.C. la città dove il mattone vale oro, raccontata da un'insider

Fra presidenti (ed ex) e uomini d'affari, la capitale degli States è ambitissima e a forte rischio gentrificazione

di Redazione
Manuela Cavalieri e Donatella Mulvoni

WASHINGTON D.C. - Il mercato immobiliare di Washington è tra i più aggressivi d’America. Ne abbiamo parlato con l’esperta Angie Lundy, agente dal 2005.

«Quello della capitale è uno dei mercati più dinamici della nazione. Innanzitutto perché non ci sono molte case a disposizione e la città è in continua espansione». Non è raro che un appartamento in vendita resti sul mercato solo per un giorno o due. Ci sono più case storiche che propriamente di lusso.

«Non è come a New York o a Los Angeles», spiega Lundy, «Il quartiere più costoso è Kalorama. È un posto veramente bello. Qui vivono non solo Barack e Michelle Obama, Jeff Bezos, ma ci ha vissuto anche Ivanka Trump. È la zona dove sorgono le ambasciate e la presenza di tanti dignitari stranieri non fa che accrescerne il fascino».

I prezzi sono ovviamente alti. La figlia dell’ex presidente Donald Trump, si era trasferita lì con il marito Jared Kushner e i tre bambini. Prima del suo arrivo la residenza – proprietà di un miliardario cileno - valeva 15mila dollari al mese di affitto. Quando la figlia dell’ex presidente è andata via, il prezzo è arrivato a 18mila.

«I costi in zona sono impegnativi. Si parte dai 600 mila dollari, fino ad arrivare ai 40 milioni. Si tratta di case in stile antico. Di sicuro non piacciono a chi invece è alla ricerca di proprietà extra lussuose oppure più contemporanee, in quartieri meno residenziali».

Quel problema chiamato gentrificazione - Un aspetto che fa dolorosamente il paio con l’aggressività del mercato immobiliare è di sicuro la cosiddetta gentrificazione, ovvero la riqualificazione di aree popolari, con l’effetto immediato dell’aumento del prezzo di immobili e affitti, ma anche dello spostamento forzato degli abitanti originari.

«È un problema reale e gravissimo, non solo a Washington. La classe media si assottiglia e acquistare un immobile diventa sempre più proibitivo. La capitale cerca di proteggere i meno abbienti, regolando o bloccando gli affitti, ma anche mettendo un tetto ai costi per l’acquisto».

Laudy, che oltre lavoro di agente gestisce una no profit, crede che sia fondamentale proteggere le persone in difficoltà economiche dagli “avvoltoi” e dalle grandi agenzie.

«Ci sono persone senza scrupoli che puntano agli indigenti, costringendoli a vendere la casa a prezzi bassi. Io invece mi impegno a proteggere questo tipo di proprietari, aiutandoli a navigare un processo di vendita che permetta loro, ad esempio, di affrontare la pensione in serenità».

Insomma, secondo Laundy «Il problema è costringere le persone a non avere opzioni, specialmente quelle che hanno investito sangue, sudore e lacrime nella loro casa. Questa è una questione economica sociale. Noi americani a volte abbiamo la tendenza a concentrarci troppo sul guadagno personale». E non sulla comunità.

Angie Lundy
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