keystone-sda.ch (GIUSEPPE LAMI)
ITALIA
27.11.2020 - 15:590
Aggiornamento : 28.11.2020 - 08:20

Lombardia arancione, pronta a riaprire i negozi

In Italia restano ancora vietati gli spostamenti fra le regioni. Le prime indiscrezioni sul nuovo Dcpm per le Feste

Il premier Giuseppe Conte: «Necessari altri sacrifici»

ROMA - Non importa se sarà fascia gialla, arancio o rossa, questo Natale - in Italia - gli spostamenti fra regioni verrano molto probabilmente vietati, indipendentemente dalle incoraggianti notizie di oggi che vedono il tasso di contagio medio (Rt) scendere sotto l'1.

Si prepara a una stretta sulle Feste il governo Italiano con un nuovo decreto ad hoc che dovrebbe essere firmato il prossimo 4 dicembre, di cui già si parla e che è oggetto di confronto fra le autorità regionali.

L'obiettivo dichiarato - riporta il Corriere della Sera - è quello di evitare una terza ondata nei primi mesi del 2021, in attesa di un vaccino che potrebbe normalizzare le cose.

Fra le misure, oltre al già citato stop ai movimenti fra regioni - e quindi verosimilmente anche da Svizzera verso Italia e viceversa - così come una chiusura delle scuole a fin dopo l'Epifania. Non dovrebbero esservi limiti, però, sul numero di commensali a pranzi o cenoni.

Per quanto riguarda gli spostamenti non c'è ancora unanimità fra le Regioni, diverse le ipotesi: dovrebbe essere fattibile il ritorno a casa di chi vive o studia lontano, così come il recarsi da parenti anziani soli, previa autocertificazione. Possibile anche l'eventualità di recarsi nelle seconde case.  

Si deciderà nelle prossime ore invece la questione degli orari dei negozi e dei ristoranti, divisa fra rigore e concessione. Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha fatto sapere su Twitter verso le 15.30 che «Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali. A breve la decisione del Governo».

«Sarà un Natale diverso», conferma Giuseppe Conte, «sono necessari altri sacrifici, o a gennaio rischiamo un alto numero di decessi».

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