Bellinzona Beatles Days
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BELLINZONA
07.06.2018 - 11:460
Aggiornamento : 18:10

Agosto inizia nel nome dei Beatles

È stata presentata questa mattina l'edizione 2018 dei Bellinzona Beatles Days, tra omaggi ai Fab Four e un nome di spicco come la PFM

BELLINZONA - Tre giorni nel nome dei Beatles. È stata presentata oggi a Bellinzona la 18esima edizione dei Bellinzona Beatles Days.

«Da una scommessa in un giardino di un amico siamo arrivati a 18 anni di festival» ha spiegato Graziano Lavizzari, Presidente della Fondazione del Patriziato di Bellinzona che organizza la manifestazione, migliorata con il passare degli anni, «e questo ci ha dato dei riconoscimenti anche al di fuori della Svizzera». Insieme ai riconoscimenti internazionali è aumentato anche il riscontro del pubblico. «Anche quest’anno abbiamo fatto il botto» ha sottolineato Lavizzari.

Il sindaco di Bellinzona Mario Branda ha sottolineato che «la Città saluta con piacere l’impegno della Fondazione nell’organizzare questa manifestazione. Garantirla durante 18 anni vuol dire garantire un sacco di energie e non è una cosa di poco conto. Una manifestazione come i Beatles Days fa parte della tradizione di questa città». Branda ha scherzato sulla malasorte (dal punto di vista meteo) che accompagna questa kermesse ma ha ricordato l’impegno e il risultato. Oltre 80 i collaboratori che saranno al lavoro nei tre giorni dei Beatles Days. «Auguriamo tantissimo successo e almeno altri 18 anni, ma anche altri 100, nella medesima direzione».

Fabrizio Barudoni, vicedirettore di OTR Bellinzonese e Alto Ticino, ha ricordato che «per arrivare a certi traguardi ci vuole un sacco d’impegno ma la manifestazione ha certamente una valenza anche al di fuori dei confini nazionali. C’è una sorta di “zoccolo duro” che segue anche dalla Svizzera tedesca» e che genera dei pernottamenti sul territorio. L’obiettivo in futuro è di far conoscere i Beatles Days ancora di più all’estero: «Quello che faremo è organizzare dei pacchetti turistici, in modo che si possa generare un indotto economico».

Ha quindi preso la parola il direttore artistico Mauro Rossi. «Avremo dei gadget speciali, gli ombrelli» ha scherzato. «Ogni anno è sempre più difficile allestire un festival che conservi un’impronta popolare, che vuol dire non avere i prezzi alla Moon&Stars». Il cambiamento del mondo della musica ha fatto lievitare i prezzi. L’edizione numero 18 è «monumentale» e ruota attorno a due monumenti della musica europea: Ricky Gianco e la PFM.

Gianco, ha ricordato Rossi, è stato uno dei primi a importare il rock ‘n roll in Europa. «Alcune canzoni che ha scritto sono state riprese in Francia da Johnny Hallyday» ma poi, superata la prima ondata, «ha scritto cose incredibili» nella forma della canzone d’autore ed è stato uno dei precursori del genere del teatro-canzone. Fondatore della casa discografica “L’ultima spiaggia”, ha «permesso a Jannacci di realizzare i suoi dischi più belli» e ha sostenuto altri come Ivan Cattaneo e altri artisti, specialmente milanesi. «Ha una vitalità e una capacità di comunicare con il pubblico davvero unica».

Poi la PFM, che con Gianco ha fatto un piccolo pezzo di strada insieme. Parlare della PFM «significa parlare del rock italiano». Un gruppo che negli ultimi due anni «ha subito una trasformazione che l’ha completamente rivitalizzato»: dall’uscita di Mussida «hanno cominciato a fare fuoco e fiamme e hanno pubblicato un disco, “Emotional Tattoo”, che è uno dei dischi di musica italiana più bella degli ultimi dieci anni». Un album che ha fatto segnare il ritorno della PFM nella classifica britannica e che ha trascinato la band in un tour mondiale che ha toccato Giappone, Sudamerica, Stati Uniti e ovviamente Europa. «Siamo fortunati ad averli a Bellinzona» ha affermato Rossi. «Probabilmente sarà uno degli spettacoli dal punto di vista scenografico e musicale più belli della nostra storia, che di grandi show ne ha avuti».

Questo per quanto riguarda l’anima del rock classico, poi c’è la seconda “anima”: quella legata agli show legati tout court ai Beatles. La rivisitazione più accurata di quest’anno è quella dei Beatlestory, che sapranno ricreare l’atmosfera di un concerto dei Fab Four. Quest’anno cade poi il 50esimo del “White Album” e la loro esibizione giocherà intorno a questo anniversario. «Ci saranno anche delle band che focalizzeranno dei particolari aspetti del loro repertorio»: i Treatles, trio di chitarristi acustici, mostreranno la complessità di certi brani apparentemente semplici (ma che non lo sono affatto). Poi i ticinesi Instant Karma, che si concentrano sui Beatles di John Lennon e poi la carriera solista dell’artista scomparso nel 1980. Il prologo del 2 agosto, infine, si terrà al Bar Viale e sarà affidato ai TreeSize. «Ci sarà da divertirsi» ha concluso Rossi.

La serata beatlesiana è gratuita, mentre quella che prevede Gianco e PFM (e il duo Moon & Sun) ha un biglietto d’ingresso «che rientra nei canoni della popolarità»: l’acquisto su Biglietteria.ch è a prezzo ridotto ancora per qualche settimana.


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