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19.04.2021 - 14:550
Aggiornamento : 17:51

«Senza personalismi saranno tre anni di soddisfazioni per la Città»

Dalle new entry in Municipio, al tormentone Macello, ai temi prioritari, il sindaco traccia la legislatura breve.

«La conferma dell'esecutivo per cinque settimi rappresenta un fattore molto importante di stabilità. Filippo Lombardi è un enorme valore aggiunto per Lugano».

LUGANO - Due nuovi innesti in Municipio, ma la costante resta Marco Borradori che macina voti - 12’942 i personali usciti dalle urne - e si conferma sindaco della capitale economica del cantone. 

A conti fatti è stata la sua rielezione più tranquilla. Eppure le polemiche non sono mancate, aeroporto e polo sportivo su tutte. Ha avuto qualche timore alla vigilia?
«Un po’ di timore-aspettativa ce l’avevo, proprio perché questi temi hanno fatto discutere. D’altro canto io credo che se una persona affronta i problemi non ha nulla da temere. Questo mi dava molta fiducia. Fino a ieri. Quando ho avvertito qualche preoccupazione vedendo le difficoltà della Lega in alcuni Comuni. Stamattina mi sono svegliato un po’ meno tranquillo».

L’altra volta, nel 2016, Michele Bertini le è arrivato col fiato sul collo a soli 800 voti, ma poi aveva rinunciato al ballottaggio. Stavolta il secondo extra Lega, Roberto Badaracco, ha oltre 5’200 voti di distacco…
«Credo che non ci saranno problemi sotto questo profilo… dopodiché il ballottaggio lo può chiedere chiunque. Ma non credo proprio sarà il caso, il distacco è abbastanza importante».

Tra le novità, Filippo Lombardi, tenore della politica calato nella realtà comunale. Che apporto potrà dare?
«Il fatto di avere un Municipio confermato per cinque settimi è, secondo me, un fattore molto importante di stabilità e di conoscenza. Sono molto contento per gli uscenti confermati e per nuovi eletti. In tempi non sospetti ho detto che Filippo Lombardi rappresenta un enorme valore aggiunto per Lugano perché fino a due anni fa era uno dei parlamentari più influenti della Svizzera. I suoi contatti a livello nazionale sono un elemento formidabile».

E sulla new entry di Karin Valenzano Rossi?
«Va sottolineato che è stata capogruppo per quattro anni e conosce molto bene i “bulloni” dell’amministrazione e della macchina Lugano. Penso che sarà una compagine municipale molto valida se riuscissimo, ognuno di noi, a lasciare da parte i personalismi che a Lugano sono sempre stati molto forti. Abbiamo dei progetti che ci aspettano, ci sono già e dobbiamo solo lavorarci. Se andassimo in quella direzione potrebbero essere tre anni di immensa soddisfazione per la Città e per tutti».

Sarà una Legislatura breve, quali i progetti prioritari oggi? Il Polo sportivo e degli eventi?
«Ne dico cinque in ordine di importanza e urgenza, il primo è proprio il PSE perché c’è un referendum in ballo che se riesce dovrà essere vinto. Ma per certi versi il tema è instradato e chiaro, ora bisogna mettere la palla in gol».

La seconda urgenza?
«In ordine di contingenza segue l’aeroporto che, in questo momento, anche se può sembrare paradossale, funziona molto bene da solo. Non ci costa e crea degli utili. Ma nei prossimi anni avrà bisogno di investimenti per cui non possiamo bloccarci davanti ai ricorsi. Prioritario è dunque trovare una soluzione con i ricorrenti. Lascerei, invece, via il Macello non perché non sia importante...».

Ma perché è un tema che esce solo sotto elezioni?
«Assolutamente no, lo stragiuro. Dovremo decidere, poi non so se cambieranno le maggioranze in Municipio. Il Macello è un tema molto contingente ma non gli attribuisco l’importanza dei precedenti. Anche se sarà il primo tema che dovremo affrontare».

Passiamo allora agli ultimi due progetti decisivi...
«Gli altri due temi molto ben avviati sono il Piano direttore comunale che, al di là del nome un po’ fumoso, è fondamentale perché da lì si capisce cosa si vuol fare della Lugano del domani. Infine, concreto e ugualmente importante, il Masterplan Lungolago e Centro città. E poi, ultimo che menziono ma importantissimo, il Campo Marzio Nord, cioè il Polo turistico alberghiero».

Progetti che serviranno ad invertire la tendenza di una Lugano che si spopola?
«Assolutamente sì. Anche se purtroppo per invertire questa tendenza ci vorranno comunque anni. Ma si può cercare di intervenire su arrivi e partenze e su questo aspetto i progetti giocano un ruolo».

Nel 2024 lei sarà sulla soglia dei 65 anni, che come i 50 sono un’età sempre delicata…
«Se permette molto più delicata, tornerei volentieri ai 50 anni».

Questa potrebbe essere la sua ultima legislatura oppure mai dire mai?
«Chi vivrà vedrà» conclude con un alone di mistero il sindaco Marco Borradori. Il lavoro non manca e tre anni a Lugano possono essere molto lunghi.

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