TiPress
ULTIME NOTIZIE Ticino
LUGANO
1 ora
«Il trasferimento degli uffici a Cornaredo è una condanna a morte»
Gli esercenti del centro ritornano a discutere sul nuovo quartiere, in tempi di Covid
FOTO
CANTONE
2 ore
"Verso l'ospedale senza fumo", anche a Bellinzona
Nella "Giornata mondiale senza tabacco", l’Ospedale Regionale Bellinzona e Valli offre un contributo concreto
FOTO E SONDAGGIO
LUGANO
4 ore
Biciclette alla conquista delle corsie bus
A Lugano è in corso la posa della nuova segnaletica per le due ruote
FOTO
BELLINZONA
6 ore
Il mercato di Bellinzona ha messo la mascherina
Oggi ne sono state distribuite agli avventori che non ne erano provvisti: si tratta di una misura prevista dalla Città
CONFINE
9 ore
«L'Italia non è un lazzaretto»
Lo dice il ministro degli esteri Di Maio. Dal 3 giugno si potrà entrare nel paese senza quarantena
CANTONE
10 ore
Coronavirus: zero contagi e nessun nuovo decesso in Ticino
I dati sull'evoluzione dell'epidemia si confermano incoraggianti.
CANTONE
12 ore
Apprendistato: qui i posti ci sono
In settimane delicate per chi cerca la propria strada, ci sono due settori che assicurano opportunità «affascinanti».
AGNO
1 gior
«Galleria della circonvallazione: occhio che frana tutto»
Secondo il municipale Giancarlo Seitz il futuro tunnel andrà a toccare un pendio già instabile
BERNA / COMANO
1 gior
Rsi accusata di copertura elettorale sbilanciata
L'AIRR ha accolto il ricorso di Xenia Peran in merito alle elezioni federale del 20 ottobre 2019
CANTONE
1 gior
L’UDC difende i ticinesi per la sanità cantonale
«Veglieremo che misure e potenziamenti di posti di formazione e di impieghi supplementari siano destinati ai residenti»
CANTONE
1 gior
Colonie artistiche confermate al MAT
Il semaforo verde è scattato grazie agli allentamenti voluti dal Consiglio federale.
MENDRISIO
1 gior
Orario ridotto al pronto soccorso pediatrico? «Frutto di un'inesatta comunicazione interna»
L'EOC ha precisato che la riduzione degli orari di apertura è stata valutata, ma non è mai entrata in vigore.
LUGANO
1 gior
La frontiera del sesso
Elena racconta come si immagina la riapertura dei locali erotici
CANTONE
1 gior
Attenti ai radar
Controlli mobili in quattro distretti. I semi-stazionari a San Nazzaro, Minusio e Curio
CANTONE
1 gior
«Mergoscia non odia gli svizzero-tedeschi»
La sindaca si difende dagli attacchi seguiti alle multe comminate per posteggi irregolari
CANTONE
1 gior
Cambio ai vertici dell'EOC
L'attuale presidente della Camera di commercio è stato nominato oggi dal Cda.
LUGANO
1 gior
Bertini non esclude una Lugano marittima "light"
Il problema resta sempre lo stesso: «Temiamo che possa diventare ingestibile il flusso di visitatori»
MENDRISIO
1 gior
Caos sugli orari del pronto soccorso pediatrico
I tre granconsiglieri PPD del Mendrisiotto interpellano il governo sulla paventata diminuzione d'orario all'OBV
Attualità
1 gior
A13, lavori in autostrada fino a metà luglio
Riguarderanno il tratto Mesocco-Pian San Giacomo e si svolgeranno prevalentemente di notte
LUGANO
21.09.2018 - 16:400
Aggiornamento : 20:01

Baby talenti “militarizzati”: «Che fine farà il calcio in Ticino?»

Consiglio di Stato interrogato da dieci politici sui nuovi metodi di gestione dei bambini, indirizzati verso «traguardi internazionali» a scapito della "bellezza" dello sport più amato nel cantone

LUGANO - Formare i nuovi calciatori con metodi militareschi, stressandoli con l’obiettivo di raggiungere traguardi internazionali. Ce n'eravamo occupati a inizio giugno con un articolo sul ricco imprenditore russo presidente del settore giovanile del Lugano che «cerca baby talenti in Italia». Sull’argomento si è chinato anche Falò a fine agosto e ora dieci politici - con Raffaele De Rosa primo firmatario - chiedono al Consiglio di Stato quanto il fenomeno sia diffuso.

«Bambini in età “bici con le rotelle” forzati per arrivare a nemmeno sottaciuti alti obiettivi internazionali». La situazione nel calcio giovanile ticinese viene descritta come «una specie di militarizzazione» nell’interrogazione. La preoccupazione è «il poco riguardo» nei confronti della «crescita serena dei giovani, del piacere del gioco, ma anche degli aspetti sociali e della regolarità nella formazione scolastica».

Considerato che si tratta dello sport più popolare del cantone, i firmatari si chiedono se “la bellezza” del calcio - percepito con «piacere e divertimento» - vada ormai persa a favore di «un certo “modello” di sport e di gestione del patrimonio sportivo e umano».

Raffaele De Rosa - e i cofirmatari Henrik Bang, Luigi Canepa, Chino Denti, Milena Garobbio, Simone Ghisla, Francesco Maggi, Germano Mattei, Mauro Minotti, Omar Terraneo - si rivolge al DECS per capire se sia al corrente di quanto sta accadendo a Lugano e se ritenga «il metodo e la pressione sui giovani, in particolare sui bambini, una buona alternativa all’insegnamento sin qui garantito dal “Team Ticino” e dalla Federazione svizzera di calcio».

L’interrogazione solleva inoltre uno scenario che potrebbe concretizzarsi a breve: «La prossima Assemblea del “Team Ticino” di ottobre potrebbe riservare sorprese in quanto il magnate russo, rispettivamente un suo connazionale, hanno di fatto il controllo della formazione giovanile di Lugano e Chiasso (quest’ultimo pare acquistato in toto, compresa la prima squadra). Ciò significa che il solo Bellinzona potrebbe sostenere il “Team Ticino” ma, per la legge dei numeri, potrebbe dover soccombere alla potenziale maggioranza».

Ecco le 8 domande dell’interrogazione:

- È al corrente il DECS di quanto sta accadendo a Lugano? Come intende approfondire la questione, qualora sia ritenuta degna di interesse?
- Ritiene il metodo e la pressione sui giovani, in particolare sui bambini, esercitate attraverso questo nuovo “modello” una buona alternativa all’insegnamento sin qui garantito dal “Team Ticino” e della Federazione svizzera di calcio tra l’altro con un buon successo?
- Come si concilia con i nostri valori e la nostra cultura?
- Il DECS ha intenzione di approfondire il tema con le parti interessate?
- La prossima Assemblea del “Team Ticino” di ottobre potrebbe riservare sorprese in quanto il magnate russo, rispettivamente un suo connazionale, hanno di fatto il controllo della formazione giovanile di Lugano e Chiasso (quest’ultimo pare acquistato in toto, compresa la prima squadra). Ciò significa che il solo Bellinzona potrebbe sostenere il “Team Ticino” ma, per la legge dei numeri, potrebbe dover soccombere alla potenziale maggioranza. Il risultato sarebbe che quanto praticato attualmente a Lugano verrebbe applicato in tutto il Ticino? I 15 collaboratori (tempo parziale e pieno) verrebbero licenziati? Se si, a favore di chi?
- Considerati i buoni rapporti passati e attuali tra il Cantone e il “Team Ticino”, con quest’ultimo a confermare la qualità di questa collaborazione (a tutto vantaggio dei giovani sportivi e delle loro famiglie) con il risultato di un ottimale connubio tra sport, scuola e crescita (personale, sociale e formativo-professionale), potrà essere garantito in futuro quanto costruito fino ad oggi, considerata la filosofia sportiva molto diversa che si vuole introdurre sulla scia dell’influsso di capitali stranieri?
- Ritenuta l’importanza di continuamente migliorarsi, in che misura è possibile perfezionare l’attuale modello avviato da oltre 10 anni in Ticino, facendo tesoro della disponibilità di (e coinvolgendo) questi privati?
- Tra le aree di miglioramento cosa è possibile fare di più, in Ticino, in particolare nella fascia 7-14 anni, in collaborazione con le differenti società sportive?

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
vulpus 1 anno fa su tio
Qui sembra che la politica vada ad appropriarsi di un argomento non suo. Sorge spontaneo il dubbio che l'interesse sia emerso in quanto la persona che si occupa di questo programma di allenamento, sembra sia la stessa che ,finalmente è arrivata a supporto finanziario del buon Renzetti. Qualcuno sta tentando di boicottare forse il Lugano? Chi non vuole far parte di questo programma puo benissimo portare i propri pargoli nella miriade di squadre che brullicano attorno alla citta, e sempre pronte ad accogliere nuovi giocatori in erba. L' FCL è l'unica squadra in citta che non sia ancora stata invasa dalla politica:forse è questo il problema.
francox 1 anno fa su tio
Se sei un pò una mazza, al giorno d'oggi non fai sport di gruppo. Anni fa c'era posto per tutti, era impensabile lasciare fuori un compagno anche se imbranato, mentre oggi lo si spinge a lasciare la società. Succede in tutti gli sport, anche nel nuoto sincronizzato. Tristezza infinita...
albertolupo 1 anno fa su tio
Il servizio militare è obbligatorio, non lo è giocare a calcio nel Lugano. Stupisce un po’ questa difesa politicizzata del Team Ticino. Non mi risulta che si tratti di un programma cantonale per lo sviluppo del calcio di punta, ma una cosa messa in piedi dai club.
Hardy 1 anno fa su tio
Bellezza del calcio? La bellezza del calcio è già ampiamente scomparsa grazie alle folle di esagitati che popolano i campi del nostro calcio regionale nonché alle società allo sbando che affidano ragazzi ad allenatori che si credono i nuovi Mourinho. E non parliamo della maleducazione dei genitori durante le partite. Premesso che i bambini devono divertirsi giocando a calcio e non venire pompati, ma ben venga un settore giovanile organizzato e che magari tenta anche di educare i calciatori, oltre che formarli.
Trasp 1 anno fa su tio
Ben vengano queste opportunità!!! E davvero GRAZIE a queste persone che hanno investito per portare metodologie all'avanguardia. Poi sta all'intelligenza dei genitori capire se il proprio figlio le fa volentieri o no. Secondo me sono accuse infondate e veramente fuori luogo, anche perchè mica è obbligatorio partecipare.
BRA_Zio 1 anno fa su tio
@Trasp La penso come te. Se vedi che esagerano lo ritiri...e lo fai giocare nel pari categoria meno competitivo. Nessuno è obbligato!
noci 1 anno fa su tio
Spesso sono i genitori a spingere i figli e stressarli. Quante volte gli allenatori e responsabili sono messi sotto pressione dai genitori? Le società sono sempre più esigenti in quanto è la competizione che lo richiede e questo in tutti gli sport. I ragazzi devono poter scegliere e fare la disciplina che più gli piace e lo diverte. Credo che a Lugano si stia facendo un buon lavoro e in modo professionale.
comp61 1 anno fa su tio
vedremo cosa lascera quando se ne andra.
gabola 1 anno fa su tio
Se uno vuole far arrivare ad alti livelli mondiali i propii figli l'alternativa è quella,visto cosa succede nel resto del mondo,io i miei figli fanno quello lo sport che vogliono divertendosi,se uno vuole risultate diversi,almeno hanno la possibilita
roma 1 anno fa su tio
...praticate il nuoto, poi mi direte. No sacrificio, no risultati.
Frankeat 1 anno fa su tio
Ho paura che il calcio non sia l'unico sport dove si spremono i giovani oltre misura. Ne conosco un altro in Ticino, sempre con la palla ma non è il basket. E il tutto, viene fatto, solo per la gloria personale dei dirigenti, non certo per i ragazzi o le ragazze.
Mat78 1 anno fa su tio
Non sono così sicuro che sia lo sport più amato nel cantone... Di certo ci sono più abbonati per le squadre di hockey che di calcio...
Frankeat 1 anno fa su tio
@Mat78 Esatto. Magari il calcio è quello più giocato, come numero di tesserati, anzi senza "magari". Però come pubblico vince l'hockey a mani basse.
gabola 1 anno fa su tio
@Frankeat In ticino qualsiasi altro sport è piu visto del calcio ;)

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-05-30 21:12:41 | 91.208.130.87