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Utilizzo delle acque del Ritom, pronto il Messaggio

Utilizzo delle acque del Ritom, pronto il Messaggio
BELLINZONA - Utilizzo delle acque del Ritom, pronto il messaggio per il Gran Consiglio, al quale, il Consiglio di Stato cheide di accogliere la domanda di concessione presentata dalle Ferrovie Federali Svizzere per conto della costituenda Ritom SA, s...

BELLINZONA - Utilizzo delle acque del Ritom, pronto il messaggio per il Gran Consiglio, al quale, il Consiglio di Stato cheide di accogliere la domanda di concessione presentata dalle Ferrovie Federali Svizzere per conto della costituenda Ritom SA, società partecipata al 75% dalle FFS e al 25% dal Cantone Ticino.

Il messaggio del Consiglio di Stato segue l’approvazione del piano di protezione e di utilizzo delle acque del bacino da parte del Consiglio federale dello scorso mese di settembre e gli accordi con i comuni di Quinto e Airolo. La decisione del Gran Consiglio ticinese è attesa per il prossimo anno. In seguito verrà avviata la fase di progettazione esecutiva dell’impianto, la cui entrata in esercizio commerciale è prevista per il 2021.

Il progetto è frutto di uno storico accordo tra le FFS, il Cantone Ticino e AET, giunto nel 2010 dopo anni di lunghe discussioni. Le sinergie attivate tra Cantone e Confederazione consentiranno di migliorare la flessibilità della produzione idroelettrica della catena della Leventina, nel rispetto dell’ambiente e in linea con gli obiettivi della strategia energetica nazionale e del Piano Energetico Cantonale.

Il nuovo impianto sostituirà l’attuale centrale delle FFS, realizzata nel 1917 e alimentata dall’omonimo lago. Il progetto prevede la posa di due generatori da 60 MW e di una pompa che permetterà di valorizzare le capacità dei bacini del Ritom e di Airolo. L’efficienza delle tecnologie impiegate, secondo il Consiglio di Stato, permetterà di aumentare la potenza dell’impianto e di diminuire l’apporto di acqua attraverso lo smantellamento della presa Canaria. Ai piedi della centrale verrà inoltre realizzato un bacino di demodulazione di 100'000 m3 che per mitigare gli effetti dovuti ai deflussi minimi e massimi.

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