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CANTONE
13.09.2019 - 13:130
Aggiornamento : 15:58

Formati all'accademia del crimine rumena, in 5 in manette

L'arresto è avvenuto in Svizzera, Italia e Spagna. "Studenti del crimine", ricevono un vero e proprio addestramento al furto e all'atteggiamento da assumere se vengono fermati

BELLINZONA - Seguivano un vero e proprio addestramento al crimine le cinque persone arrestate nell'ambito di una vasta inchiesta riguardante furti con scasso in danno delle gioiellerie. In manette cittadini rumeni tra i 24 e i 36 anni, parte della cosiddetta "accademia del crimine rumena".

I malviventi hanno messo a segno dei furti in Ticino e in altri cantoni tra il 2016 e il 2018. Gli autori agivano in gruppi composti da 5 o 6 persone, colpendo in maniera rapida e mirata. Il loro obiettivo principale erano le gioiellerie ubicate nei grandi centri commerciali. Da ogni spaccata hanno intascato un bottino stimato in svariate decine di migliaia di franchi.

Professionisti del crimine addestrati in una e vera e propria scuola: l'"accademia del crimine rumena". Si tratta di un'organizzazione strutturata gerarchicamente con regolamenti interni ben precisi - spiegano il Ministero pubblico e la Polizia cantonale in una nota -, attiva in diverse nazioni europee e oggetto d'indagini nella stessa Romania. La definizione di "accademia" deriva proprio dalla specifica formazione che i giovani "studenti" devono seguire una volta arruolati: tattiche per i furti, ma anche atteggiamenti da assumere di fronte agli inquirenti in caso di fermo. Comportamenti che sono stati in parte ricostruiti in diverse pubblicazioni estere e che hanno trovato riscontro pure nei furti messi a segno alle nostre latitudini.

L'indagine nata in seguito ai furti commessi tra il 2016 e il 2018 è durata svariati mesi. Fondamentale è stata anche la stretta collaborazione con i responsabili della sicurezza dei vari centri commerciali presi di mira, che ha permesso altresì di ottimizzare i sistemi di sicurezza. Le minuziose attività investigative da parte della Polizia cantonale hanno infine permesso l'identificazione del gruppo attivo in Ticino. Grazie a una serie di mandati di cattura internazionali, si è così arrivati all'arresto in Svizzera, in Italia e in Spagna dei componenti della banda.

Le principali ipotesi di reato son o quelle di furto, danneggiamento e violazione di domicilio. L'inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Chiara Borelli. I primi processi sono attesi a breve.

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