CANTONE
20.11.2013 - 08:200
Aggiornamento : 25.11.2014 - 04:30

Attenti al muschio proibito: rischiate una multa salata

Addobbi natalizi e presepi possono costarvi cari: nei boschi ticinesi la ricerca della materia prima è sempre più limitata dalle leggi ambientali.

BELLINZONA – Addobbi natalizi e presepi in vista? Attenti a ciò che raccogliete nei boschi, rischiate multe pesanti. Sì, perché da gennaio 2013 la lista delle specie vegetali protette a livello cantonale si è allungata ulteriormente e ora conta circa 450 esemplari , oltre alle circa 150 specie protette a livello federale . “Le multe – spiega Filippo Lafranchi dell’Ufficio cantonale della natura e del paesaggio – possono variare da 100 ad alcune migliaia franchi, a secondo della ‘gravità’ dell’infrazione”.

Nuovo giro di vite, dunque, per i saccheggiatori dei boschi. Si segue l’apposita ordinanza federale, ma ci sono pure delle peculiarità esclusivamente ticinesi. “A fare da antenne sul territorio – riprende Lafranchi – sono guardiacaccia, guardiapesca, polizia e guardie della natura. L’obiettivo è quello di tutelare l’integrità del patrimonio naturale locale”. È il muschio uno degli osservati speciali. “Le varianti sono diverse. E molte non possono proprio essere sradicate dal loro habitat naturale. Il muschio più comune, invece, può essere raccolto, ma solo nella quantità che ci sta in una mano”.

 

La stessa cosa vale per tutte le altre specie non protette quali agrifoglio, pungitopo, rami di pino, vischio. Per poter raccogliere quantitativi superiori è invece necessario ricevere un’autorizzazione. Ma bisogna fare richiesta esplicita al nostro ufficio”.

 

La Rosa di Natale è invece una specie protetta e non può pertanto essere raccolta.

 

A fare lievitare il numero delle specie protette inserite nella fatidica lista è soprattutto il progresso scientifico che ha permesso all’uomo di definire, tramite l'allestimento delle Liste rosse, le specie minacciate di estinzione. Ma quanto può essere fiscale la legge nei casi in cui qualcuno venga colto con le mani nel sacco? “Per adesso le multe sono state molto poche – assicura Lafranchi –. Per evitare sorprese, però, consigliamo ai cittadini di documentarsi sulle leggi in vigore prima di avventurarsi nei boschi”.

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