Meno stranieri facoltosi scelgono la tassazione fissa, ma in Ticino gli incassi volano

Lo strano caso: calano i milionari che scelgono la Svizzera, ma entrano più franchi nelle casse pubbliche. È il caso del Ticino, dove il forfait fiscale vale 189,5 milioni di franchi.
ZURIGO - La Svizzera attrae meno stranieri facoltosi che scelgono la tassazione forfettaria, ma diversi cantoni registrano entrate fiscali in crescita. A livello nazionale, i contribuenti soggetti a questo regime sono scesi da 5.634 nel 2012 a 4.557 nel 2018 e a 3.478 nel 2022, ultimo dato federale disponibile.
Vallese in testa, seguito dal Ticino
Dai dati analizzati dal Blick emerge che il Vallese è oggi la principale roccaforte, con 841 contribuenti forfettari, davanti a Ticino (725), Vaud (706) e Ginevra (520). Seguono Grigioni (195), Zugo (157), Berna (144) e Lucerna (100). Rispetto al 2012, Vaud ne ha persi 690, il Vallese 459, Ginevra circa 190 e il Ticino 152. In controtendenza Zugo, salito di 47 unità a 157, e Obvaldo, aumentato di 42 a 80.
Tra le cause del calo figurano la crescente concorrenza internazionale, in particolare dell'Italia, e le riforme svizzere del 2014, che hanno aumentato l'imposizione. La diminuzione non corrisponde però necessariamente a trasferimenti all'estero: incidono anche il passaggio alla tassazione ordinaria, decessi, naturalizzazioni e matrimoni con cittadini svizzeri, che comportano la perdita del privilegio.
In Ticino crescono le entrate
Nonostante il calo dei contribuenti, le entrate sono aumentate in diversi cantoni. Nel 2024 il Ticino ha incassato 189,5 milioni di franchi tra imposte federali, cantonali e comunali, 71 milioni in più rispetto al 2016. Nel 2025 i Grigioni hanno riscosso 38 milioni di imposte cantonali, 14 milioni in più del 2018. Nello stesso periodo Zugo ha raggiunto 42,4 milioni, con un aumento di 14 milioni, mentre Obvaldo è arrivato a 16,5 milioni, 9 milioni in più. Non è chiaro quanto pesino l'innalzamento delle basi di calcolo del 2014 e l'arrivo di contribuenti più ricchi.
Come funziona la tassazione forfettaria
La tassazione forfettaria, nata sul Lago di Ginevra negli anni Dieci del Novecento per attrarre facoltosi soggiornanti stranieri, si basa sulle spese (costo della vita che comprende le spese per alloggio, automobili e viaggi). Per l'imposta federale il reddito minimo imponibile è di 435.000 franchi; per chi possiede la propria abitazione, la soglia è pari ad almeno sette volte l'affitto annuo o il valore locativo dell'immobile. Anche i cantoni fissano soglie proprie.
Chi sono i contribuenti facoltosi
Sempre secondo il quotidiano zurighese, la maggior parte dei contribuenti forfettari proviene dall'Europa. Il Vallese indica soprattutto Francia, Inghilterra, Belgio, Paesi Bassi e Italia, mentre a Zugo un quarto proviene dalla Germania. I cantoni ritengono che il sistema favorisca investimenti, consumi e occupazione locale. Il Vallese stima circa 4.000 posti di lavoro collegati a questi contribuenti, che nel 2023 hanno versato 122,5 milioni di franchi in imposte federali, cantonali e comunali.
Un regime che resta controverso
Per alcuni versi, il regime resta però controverso. I critici lo considerano iniquo rispetto alla tassazione ordinaria (i "facoltosi" pagherebbero troppo poche tasse rispetto al loro patrimonio), sostengono che sottragga entrate ad altri paesi e contribuisca, in alcune zone, all'aumento dei prezzi immobiliari. In Vallese un contribuente forfettario versa in media circa 150.000 franchi. Redditi e patrimoni detenuti all'estero possono comunque essere tassati nei rispettivi paesi.
Le critiche al sistema emerse negli anni 2010 culminarono nel 2014 nell'iniziativa per abolire il regime, respinta con il 59% dei voti. Zurigo, Sciaffusa, Appenzello Esterno e i due cantoni di Basilea hanno però abolito la tassazione forfettaria.



