Strutture per disabili: «Entro il 2029 previsti solo 60 nuovi posti»

Sono 100 in meno rispetto a quelli programmati nel precedente quadriennio. Il Cantone: «La pressione sul sistema non è diminuita». Tra le priorità autismo e invecchiamento.
BELLINZONA - Sono 60 in tutto i nuovi posti previsti entro il 2029 nelle strutture e nei servizi destinati alle persone adulte con disabilità: cento in meno rispetto a quelli programmati nel precedente quadriennio. Una riduzione che, tuttavia, non coincide con una minore pressione sul sistema, ma riflette piuttosto un cambiamento dei bisogni e del profilo delle persone che necessitano di una presa in carico.
È quanto emerso oggi, in occasione della presentazione della nuova Pianificazione LISPI 2026-2029 elaborata dal Dipartimento della sanità e della socialità (DSS). Tra le principali sfide attuali e dei prossimi anni figurano in particolare l’aumento delle persone con disturbi dello spettro autistico e l’invecchiamento delle persone con disabilità e dei loro familiari.
Non tutti i 60 nuovi posti sono inoltre già stati individuati. Nel corso del quadriennio spetterà all’Ufficio degli invalidi valutare i progetti presentati dagli enti e decidere dove sostenere o incoraggiare la creazione di nuove offerte.
Il confronto con le precedenti pianificazioni restituisce un andamento tutt’altro che lineare. Nel quadriennio 2011-2014 erano stati previsti 166 nuovi posti, scesi a 85 nel periodo 2016-2018 e poi risaliti a 160 nella pianificazione 2019-2022. Il fabbisogno può dunque variare sensibilmente da un periodo all’altro.
Dei 60 posti previsti per il 2026-2029 – una media di 15 all’anno – 28 saranno destinati alla presa in carico diurna, 20 a quella esclusivamente notturna e 12 a quella completa, con servizi diurni e notturni in strutture con occupazione. Il costo complessivo stimato ammonta a 3,357 milioni di franchi.
Offerta cresciuta del 9,4%
La rete LISPI ha comunque conosciuto una crescita significativa negli ultimi anni. A fine 2025 le strutture ticinesi disponevano complessivamente di 1'739 posti, contro i 1'595 del 2018: 144 posti in più, pari a un aumento del 9,4%. L’incremento più marcato ha riguardato le strutture con presa in carico sia diurna sia notturna, passate da 445 a 527 posti.
Diminuisce la disabilità fisica, cresce quella psichica
Nel frattempo, però, è cambiato anche il profilo dell’utenza. Tra il 2018 e il 2024 è aumentato soprattutto il numero di persone con disabilità psichica, passate da 738 a 933, con una crescita del 26,4%. In aumento anche quelle con disabilità intellettiva, salite da 1'055 a 1'145 (+8,5%). È invece diminuito il numero di persone con disabilità fisica, scese da 339 a 292 (-13,9%).
Il rapporto avverte tuttavia che distinguere i bisogni sulla base di singole categorie è sempre più difficile. Le situazioni sono infatti diventate più complesse e sono aumentati anche i casi di polihandicap. Inoltre, la tipologia di disabilità viene attribuita alla singola persona e non al posto occupato e può quindi cambiare nel corso del tempo.
Liste di attesa, giovani e invecchiamento
Per stimare il fabbisogno dei prossimi anni, il DSS ha incrociato diversi indicatori: dalle liste d’attesa al passaggio alla maggiore età dei giovani accolti negli istituti e nelle scuole speciali, fino all’invecchiamento delle persone con disabilità.
Tra il 2023 e il 2026, ad esempio, le scuole speciali cantonali avevano segnalato il possibile passaggio all’età adulta di 155 giovani. Per il 73% si ipotizzava un inserimento in un laboratorio protetto, mentre per il restante 27% in un centro diurno. Il rapporto evidenzia però come, di fronte a situazioni sempre più complesse, non sia sempre possibile individuare fin da subito la struttura più adatta.
A contenere la nuova domanda contribuiscono anche i posti già disponibili e quelli che si liberano nelle strutture. È dall’incrocio di tutti questi fattori che nasce la stima di 60 nuovi posti per il quadriennio 2026-2029.
Due grandi sfide: autismo e invecchiamento delle persone con disabilità
La nuova pianificazione individua inoltre due grandi sfide per i prossimi anni: i disturbi dello spettro autistico e l’invecchiamento delle persone con disabilità e dei loro familiari.
Sul fronte dell’autismo, il DSS intende innanzitutto migliorare la conoscenza del fenomeno attraverso un censimento delle persone interessate, delle modalità di presa in carico e degli enti coinvolti. Una fotografia più precisa dovrebbe consentire di pianificare in modo più mirato interventi e risorse. Allo studio c’è anche la creazione di un centro di riferimento cantonale, che potrebbe diventare una porta d’accesso alla rete dei servizi, favorendo coordinamento, supporto operativo, ricerca e formazione.
L’altra grande sfida riguarda invece l’invecchiamento. Il rapporto invita a rafforzare la collaborazione tra il settore della disabilità, le case per anziani, i servizi di assistenza e cura a domicilio e le altre strutture di sostegno, sviluppando una vera e propria «cultura dell’invecchiamento nella disabilità».



