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LOCARNO

Signora si fa male: ecco perché il personale della clinica non interviene

L'incidente si è verificato nei pressi della fontana Pedrazzini. Una passante entra alla "vicina" Santa Chiara per accelerare i tempi di soccorso. Invano. La legge infatti non permette agli ospedali di operare fuori dalle loro mura.
Ti-Press (archivio)
Signora si fa male: ecco perché il personale della clinica non interviene
L'incidente si è verificato nei pressi della fontana Pedrazzini. Una passante entra alla "vicina" Santa Chiara per accelerare i tempi di soccorso. Invano. La legge infatti non permette agli ospedali di operare fuori dalle loro mura.

LOCARNO - «Una signora anziana era caduta nei pressi della fontana Pedrazzini, a Locarno. È stata chiamata l'ambulanza. Ma nel frattempo io, che mi trovavo a due passi, mi sono precipitata nella vicina clinica Santa Chiara per chiedere l'aiuto momentaneo di un medico o di un infermiere». A raccontarlo è una donna che oggi manifesta la sua delusione. Perché alla Santa Chiara si è vista rifiutare la sua richiesta. In particolare dal personale dell'amministrazione. «Mi hanno detto che per regolamento non potevano intervenire».

Un mandato chiaro
L'episodio si è verificato recentemente. E solleva più questioni. Fino a che punto il personale di una clinica o di un ospedale può essere sollecitato in caso di episodi che accadono all'esterno delle mura della struttura? L'anziana nel caso specifico avrebbe riportato alcune ferite. E sarebbe poi stata trasportata all'ospedale La Carità. «Se l'è cavata – dice la nostra interlocutrice –. Ma se invece fosse morta?»

Su come funzionano questi aspetti tio.ch interpella Christian Camponovo, direttore del Gruppo Ospedaliero Moncucco di cui fa parte anche la Santa Chiara di Locarno. «Il nostro settore – spiega – è ben regolamentato. Tanto che noi agiamo, come tutte le strutture sanitarie (*), in base a un mandato di prestazione chiaro. Un mandato che limita la nostra attività al settore ospedaliero. Non è previsto che la struttura si possa occupare del soccorso pre ospedaliero».

C'è anche l'aspetto assicurativo
Concretamente cosa significa? «Che il nostro personale non può organizzare attività di salvataggio al di fuori delle nostre mura, a meno che alcuni nostri operatori sanitari si trovino a passare sul luogo in cui avviene un incidente. Oltre alla questione del mandato di prestazione, vi è quella della responsabilità civile. Il nostro assicuratore in questo campo copre l’attività che svolgiamo in clinica. E non eventuali altre attività per le quali come detto non abbiamo il mandato».

Protocolli fondamentali
Ma capita spesso che delle persone entrino in clinica chiedendo aiuto per fatti accaduti all'esterno? «Non così frequentemente, ma a volte succede – precisa Camponovo –. In generale nel soccorso è fondamentale seguire dei protocolli di intervento. E non agire disordinatamente per essere sul posto qualche minuto prima. La fontana Pedrazzini non è lontana dalla clinica Santa Chiara. Ma un intervento in quel luogo presuppone avere pronto del materiale specifico da portarsi appresso. Materiale che in parte è differente da quello che si usa all’interno della struttura. Allo stesso tempo verrebbero lasciate "incustodite" più postazioni di lavoro».

La riflessione
Camponovo conclude con una riflessione. «Portare all’attenzione dei media episodi come questo, contribuisce a rafforzare la consapevolezza pubblica sul funzionamento del sistema sanitario. Ma anche sul rispetto delle regole che lo disciplinano e sulla distinzione tra ambito ospedaliero e soccorso sul territorio. Tutto questo nell’interesse di un utilizzo corretto ed efficace delle risorse disponibili».

(*) Anche l'EOC, con le dovute peculiarità da considerare, adotta una linea simile.

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