Se la semplificazione ti complica la vita: «Non me l'aspettavo, adesso si fa fatica»

Dal primo gennaio 2026 le cose sono cambiate per chi lavora da indipendente e riceve un assegno per i figli. Per alcuni di loro è stata una brutta sorpresa.
BELLINZONA - «Sono sincero, non ci avevo pensato, ma trovarsi senza quei soldi sul conto ci ha messo in difficoltà». È questa la reazione di Fabio*, libero professionista del Sopraceneri, che in questi primi mesi del 2026 ha dovuto fare i conti con la semplificazione messa in atto dal Cantone a partire dal primo giorno dell'anno nuovo per quanto riguarda il versamento degli assegni familiari.
Per le persone che, come lui – indipendenti o salariati presso un datore non sottoposto all'obbligo di pagamento dei contributi –, il sistema è cambiato in maniera importante: niente più assegno, ma una compensazione automatica – ovvero una “scalatura” – nei contributi (ex LAVS) che gli indipendenti sono tenuti a versare in previsione della fine della loro vita attiva.
«Ho tre figli e nel mio caso si trattava di 645 franchi al mese, che ci davano una mano... adesso, lo devo ammettere, si fa fatica», conferma Fabio.
Il portale dell'Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) spiega come «questo [nuovo] meccanismo consentirà di ridurre al minimo le incombenze amministrative legate alla gestione degli assegni familiari, garantendo praticità e maggiore chiarezza nei pagamenti».
Inoltre: «la compensazione automatica riduce infatti il rischio di dimenticanze o di irregolarità nei versamenti, evitando così sconvenienti lacune contributive. Questo aspetto è importante, poiché contribuisce a tutelare il diritto a una rendita di vecchiaia senza riduzioni».
Fabio, malgrado le spiegazioni, resta con un (bel) po' di amaro in bocca: «La sensazione è quella che noi indipendenti con i nostri anticipi stiamo fondamentalmente facendo un po' da “banca” al Cantone, la cosa mi lascia perplesso».
Il Biaschese non è l'unico ad aver manifestato dubbi o addirittura malcontento. Lo conferma anche Bellinzona che, però, ribadisce come - al primo “giro di boa” di fine trimestre - le cose siano andate, tutto sommato, piuttosto bene.
«Da un controllo effettuato presso il Servizio degli assegni familiari, tutto ha funzionato correttamente», ci spiega il capo dell'Ufficio delle prestazioni Pierluigi Zuccolotto.
Ci sono stati problemi? «Ci sono giunte solo un paio di segnalazioni di malcontento ma alla fine tutti hanno capito il cambiamento», conclude.
*vero nome noto alla redazione



