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C'è anche una ragazza luganese tra i missili di Dubai

La preoccupazione della giovane. Si era recata negli Emirati Arabi per studiare l'inglese. Ora si ritrova catapultata in una situazione surreale.
C'è anche una ragazza luganese tra i missili di Dubai
Lettore Tio.ch
C'è anche una ragazza luganese tra i missili di Dubai
La preoccupazione della giovane. Si era recata negli Emirati Arabi per studiare l'inglese. Ora si ritrova catapultata in una situazione surreale.

LUGANO - Piovono missili iraniani su Dubai in risposta al recente "attacco preventivo" di Stati Uniti e Israele. Tantissime le persone comuni rimaste imbrigliate, loro malgrado, in questa vicenda. Nella città degli Emirati Arabi, al momento, si trova bloccata anche una ragazza luganese arrivata sul posto da pochi giorni per motivi di studio. «Volevo approfondire il mio inglese – racconta a tio.ch al telefono –. E adesso mi ritrovo in una situazione molto brutta. Non so come e quando potrò tornare in Svizzera». 

Cosa sta succedendo – Quello che sta capitando anche a Dubai è una conseguenza dell'operazione internazionale Epic Fury: USA e Israele hanno deciso di bombardare una serie di punti strategici iraniani. E l'Iran, come reazione, ha voluto fare la stessa cosa con alcune basi americane nella zona mediorientale. Gli Emirati Arabi rientrano nel mirino iraniano visto che "ospitano" sul loro territorio varie infrastrutture statunitensi.

Rumori assordanti – Intanto a livello di traffico aereo regna il caos. Swiss lo ha annunciato poche ore fa: i voli da e verso Dubai sono stati bloccati. La stessa cosa hanno fatto altre compagnie. «Nel frattempo noi continuiamo a sentire rumori assordanti – sostiene la giovane luganese –. I miei genitori dal Ticino stanno tentando in tutti i modi di capire come aiutarmi. Hanno cercato di chiamare le autorità competenti per avere qualche consiglio utile. A mia mamma hanno risposto che bisogna seguire quello che dicono qui a Dubai». 

«Non mi sento al sicuro» – Per la ragazza ticinese sono momenti decisamente concitati. Pieni di emozioni contrastanti. Via telefono lancia un appello: «C'è tantissima incertezza. Avrei dovuto restare qui per un mese. Ma a questo punto non mi sento al sicuro. Qualcuno aiuti la mia famiglia ad avere le informazioni necessarie per sapere come doversi comportare. Ho letto sul web che Dubai vuole proteggere i residenti e chi sta soggiornando qui come me. Ma come si fa a stare sereni in questa situazione?»

A un quarto d'ora da uno scalo statunitense – La studentessa di Lugano infine specifica: «Non voglio sembrare drammatica. Noto che diverse persone appaiono relativamente tranquille nonostante l'accaduto. Però per altre la preoccupazione è forte. Io al momento mi trovo chiusa in un appartamento al trentesimo piano di un palazzo. Mi hanno detto di non uscire. A un quarto d'ora dal luogo in cui mi trovo c'è il porto di Jebel Ali, il più grande porto di scalo statunitense in Medio Oriente. Considerando gli obiettivi di questo bombardamento è normale che sia piuttosto irrequieta. Forse nelle prossime ore mi trasferirò a casa di un'altra ragazza per essere più tranquilla».

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