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BALERNA

«Youssuf, 20 anni, folgorato dall’Europa»

Al cimitero di Balerna è stato ricordato il giovane maliano ucciso dall'alta tensione ferroviaria. «Ogni stretta repressiva porta morte e disperazione».
Ecoinformazioni
«Youssuf, 20 anni, folgorato dall’Europa»
Al cimitero di Balerna è stato ricordato il giovane maliano ucciso dall'alta tensione ferroviaria. «Ogni stretta repressiva porta morte e disperazione».

BALERNA - Nove anni fa, il 27 febbraio 2017, Youssouf Diakitè, giovane proveniente dal Mali, moriva nei pressi della stazione di Balerna, folgorato dalla linea elettrica ferroviaria, mentre nascosto sul tetto di un treno regionale cercava di continuare il suo viaggio verso Nord.

Il ricordo per nove anni di fila - Come ogni anno, anche nel 2026, una trentina di persone si è trovata questa mattina alle 11 al cimitero di Balerna per un momento di ricordo e riflessione. L’iniziativa è stata portata avanti da Como Senza Frontiere insieme con Mendrisiotto Regione Aperta, Collettivo R-Esistiamo e con la partecipazione di altre associazioni e reti comasche e ticinesi.

Collaborazione transfrontaliera - «Una collaborazione - spiega Fabio Cani, portavoce di Como Senza Frontiere - che va avanti da tempo sul tema della migrazione». E, per quanto riguarda stamattina, ha aggiunto: «Si tratta di un momento di memoria, che serve a rendere evidente che il problema non è superato».

«Folgorato dalla fortezza Europa» - A questo proposito, gli organizzatori hanno ribadito la volontà di ricordare la morte del giovane, «folgorato dalla Fortezza Europa sulla rotta migratoria che passa proprio nel nostro territorio. È un momento simbolico a cui annettiamo molta importanza, perché deve servire a non dimenticare le ingiustizie e i crimini che vengono continuamente commessi dalla Fortezza Europa, anche in nostro nome».

Il ricordo - Quest’anno alla memoria di Youssouf Diakitè, gli organizzatori hanno associato «non solo quella di Mohammed Kouji, travolto da un treno sulla stessa linea ferroviaria», ma anche «due giovani già “ospitati” nei centri per richiedenti asilo in Ticino, tragicamente morti nella primavera del 2025: il primo in circostanze non del tutto chiarite, il secondo suicidatosi dopo aver ricevuto diniego alla richiesta di asilo».

«Ogni stretta repressiva porta morte e disperazione» - Non si può ignorare, per i promotori, «che ogni stretta repressiva nelle politiche migratorie, ogni rifiuto di elaborare leggi e regolamenti che garantiscano la possibilità di migrare (sancita dal diritto internazionale), ogni accordo con nazioni dove i diritti sono soppressi, contribuiscono ad aumentare le morti, la povertà e la disperazione».

Il volantinaggio a Como - L’iniziativa di stamattina è stata preceduta da un volantinaggio che si è svolto ieri pomeriggio sulla scalinata della stazione ferroviaria di Como.

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