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LUGANO
09.02.2022 - 11:060
Aggiornamento : 11:35

«Sono furiosa, potevamo combattere il disagio dei ragazzi e non l'abbiamo fatto»

I centri giovanili cittadini non saranno aperti tutti i sabati. La consigliera comunale Sara Beretta Piccoli si sfoga.

«Sono mesi che sentiamo parlare di risse e di disagi – sostiene –. Con soli 20.000 franchi all'anno avremmo potuto dare un contributo concreto al problema. Invece...»

LUGANO - «E meno male che vogliamo valorizzare i giovani...» Sara Beretta Piccoli, consigliera comunale di Lugano (Movimento Ticino&Lavoro), attacca la "sua" Città. Il motivo è presto detto: nel corso dell'ultima seduta di consiglio comunale, svoltasi lunedì sera, la maggioranza dei suoi colleghi ha bocciato la possibilità di tenere aperti i due centri giovanili luganesi tutti i sabati. «Sarebbe stato un investimento minimo – dice Beretta Piccoli –. Di circa 20.000 franchi all'anno».  

Lei è furibonda. Ci spieghi...
«Sono mesi che parliamo di problemi giovanili. Di risse, di rivolte, di malessere, di disagi e ora si vanno a penalizzare i giovani. Abbiamo due centri. Ce n'è uno a Breganzona e uno a Viganello. Al momento sono aperti solo ogni tanto. La nostra idea era quella di fare diventare il centro giovanile un punto di riferimento fisso, un po' come accade a Bioggio, dove addirittura i più grandi si prendono cura dei più piccoli. Evidentemente non è l'intenzione di tutti». 

La votazione è stata tirata: 24 a 23. 
«Alcuni non si sono nemmeno espressi. Non hanno nemmeno votato. Lo trovo vergognoso».

Secondo lei concretamente perché non è passata la proposta?
«Non so spiegarlo. Temo sia per una questione partitica. La proposta arrivava dalla sinistra... Il preventivo di Lugano è milionario. Con una briciola si dava un valore aggiunto ai ragazzi. E invece no». 

Il leghista Lorenzo Quadri sostiene che non c'è sufficiente domanda per giustificare l'apertura dei centri tutti i sabati. E adesso?
«Non è vero che non c'è domanda. E comunque se non offri nulla, non puoi avere domanda. Si insisterà. Ripartiremo da capo. Il problema è che intanto il treno partirà. Ora che fai la mozione e che questa segue il rispettivo iter passeranno altri mesi. I giovani il disagio ce l'hanno adesso. I costi poi erano bassi. Fa rabbia». 

Alternative ai centri giovanili?
«Ce ne sono per chi sta bene economicamente. Il centro giovanile, invece, è qualcosa di accessibile anche a chi non ha soldi. È democratico. E per questo andava tutelato». 

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