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CANTONE«C'è chi rinuncerà al ristorante piuttosto che fare il richiamo»

29.01.22 - 18:30
Dal 1. febbraio i certificati Covid saranno validi per nove mesi invece di un anno. La misura preoccupa la ristorazione
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CANTONE
29.01.22 - 18:30
«C'è chi rinuncerà al ristorante piuttosto che fare il richiamo»
Dal 1. febbraio i certificati Covid saranno validi per nove mesi invece di un anno. La misura preoccupa la ristorazione

Certificato Covid

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

LUGANO - In tutta la Svizzera per svariate migliaia di persone sta per scattare l'ora X: a partire dal prossimo 1. febbraio si troveranno infatti improvvisamente in possesso di un certificato Covid scaduto. Il periodo di validità dell'attestazione, come deciso di recente dal Consiglio federale, sarà infatti ridotto da 365 a 270 giorni.

Tale situazione riguarderà tutti coloro che sono stati vaccinati o che sono guariti dal Covid prima dello scorso 6 maggio e che hanno scelto di non aderire al richiamo. Le autorità non dispongono di numeri precisi, ma si stima che si tratti di centinaia di migliaia di persone. Centinaia di migliaia di persone che, in tutta la Svizzera, da un giorno all'altro non potranno più accedere alle strutture con obbligo di certificato 2G, tra cui si contano i ristoranti.

E nel settore della ristorazione, che già si trova in una situazione difficile, non mancano le preoccupazioni. Si tratta infatti «di un nuovo taglio di potenziale clientela, dovuto a rinnovate restrizioni cadute dall'alto, indipendenti dalla nostra volontà» ci dice Massimo Suter, presidente di GastroTicino.

Tra richiamo e rinuncia - La misura relativa alla durata del certificato Covid non giunge comunque all'improvviso. Se ne parla infatti già da alcune settimane, in quanto era stata posta in consultazione federale. «Ma chiaramente - sottolinea ancora Suter - non ci si può aspettare che i cittadini decidano di fare il richiamo vaccinale soltanto per poter andare al ristorante». Anche considerando il fatto che si approssima la primavera, pertanto «ci sarà sicuramente qualcuno che deciderà di rinunciare al ristorante per un paio di settimane, in vista di poterci poi tornare con la bella stagione».

Il settore fa i conti anche col telelavoro - Al momento il settore della ristorazione sta andando «a due velocità», come osserva il presidente di GastroTicino. La situazione è meno drammatica nelle destinazioni turistiche, dove - complici anche le belle giornate - i locali possono sfruttare anche le terrazze. Mentre è più difficile nei centri urbani, anche a causa del telelavoro, che ha portato a una “desertificazione” delle strade. Sul fronte dell'obbligo di telelavoro, potrebbe però presto giungere un allentamento, come prospettato ieri dal ministro della sanità Alain Berset.

Un certificato ancora più breve? - Se in Svizzera la validità del certificato Covid viene ridotta a 270 giorni, altrove c'è chi vorrebbe invece un ulteriore giro di vite. Si tratta della Germania, dove il ministro Karl Lauterbach vuole imporre un periodo di validità di tre mesi. Una mossa, questa, che gli esperti osservano con scetticismo.

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