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LOCARNO
14.10.2021 - 06:000
Aggiornamento : 10:14

Paziente critica sul vaccino, la fisioterapista si rifiuta di continuare il trattamento

La disavventura di una paziente che è stata messa alla porta da uno studio di fisioterapia.

La sua colpa? Aver espresso scetticismo sulla campagna vaccinale. «Mi sento discriminata», protesta la donna.

LOCARNO - «Devo annullarti l’appuntamento perché non me la sento di continuare il nostro ciclo di fisioterapia. Ti spedirò al più presto il certificato medico così che tu possa trovare al più presto un altro fisioterapista in grado di aiutarti». Non credeva ai suoi occhi una donna del Locarnese quando, guardando sullo schermo del suo smartphone, si è trovata questo messaggio inviatole dalla sua fisioterapista.

Divergenze d’opinione - Tutto nasce durante il loro precedente incontro, nel quale - «parlando del più e del meno, come accade sempre durante le sedute» - la donna esprime con enfasi alcune osservazioni “critiche” sulla campagna vaccinale e più in generale sul coronavirus. E le confida che per ora ha deciso di non vaccinarsi. Apriti cielo, chiuditi porta (dello studio di fisioterapia). La professionista non si sente più «adeguata» a continuare la terapia e nemmeno le sue due colleghe accettano di seguire la donna nel suo percorso riabilitativo.

«Mi sento discriminata» - «Ritengo che tutti abbiano il diritto di avere un’opinione, naturalmente senza mancare mai di rispetto a nessuno. Ma non si può mettere alla porta qualcuno solo perché non la pensa come te», si sfoga la nostra interlocutrice. «Inoltre - annota - se tutti i medici e tutti coloro che operano nel settore sanitario si comportassero come la mia ormai ex fisioterapista, chi si occuperebbe dei non vaccinati?». Insomma, la donna si sente discriminata: «Non trovo davvero etico e professionale un atteggiamento simile. Mi hanno mandato la comunicazione con un messaggio e non hanno accettato alcun tipo di confronto».

Nessun termine di disdetta - Da noi contattata, l'associazione di categoria Physioticino non ha voluto entrare nel merito del caso esposto. L’avrebbe fatto solamente sulla base «di una precisa e puntuale segnalazione». Cosa che a tutela delle parti coinvolte non è stato evidentemente possibile fare. Da un punto di vista legale viene comunque ricordato che di principio, secondo l’art. 404 del Codice delle Obbligazioni, «il mandato può essere sempre revocato o disdetto da entrambe le parti», senza quindi rispettare un termine di disdetta. «Chi però revoca o disdice il mandato intempestivamente - se la rescissione dovesse mettere in grave difficoltà l’altra parte -, deve risarcire l’altra parte del danno che gliene deriva».


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