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17.06.2021 - 11:380
Aggiornamento : 18.06.2021 - 09:57

Dal Ticino parte la lotta al «ricercato speciale»

Agroscope ha lanciato uno strumento innovativo per monitorare la diffusione del coleottero giapponese.

Questo parassita, presente dal 2017 anche nel nostro cantone, provoca danni ingenti alla vite, alla frutta e alle bacche, colpendo anche diverse specie legnose. Gli esperti: «Va eradicato precocemente, una volta stabilitosi è praticamente impossibile».

CADENAZZO - È il ricercato numero uno da Agroscope. Stiamo parlando del (dannosissimo) coleottero giapponese, un parassita da alcuni anni presente anche in Ticino, che provoca danni ingenti alla vite, agli alberi da frutta e alle bacche.

Per tentare di bloccarne la diffusione, Agroscope ha recentemente lanciato uno strumento innovativo per monitorare i movimenti del parassita. Un progetto che conta sul sostegno della popolazione ticinese. «I ticinesi potranno utilizzarlo per segnalare i coleotteri giapponesi avvistati, contribuendo così a sorvegliarne attivamente la diffusione e a contenerli».

Un’applicazione di facile utilizzo - Per avere un'arma in più contro il dannoso parassita, Agroscope ha commissionato alla società svizzera In-Finitude SA lo sviluppo della cartina interattiva Pollenn. «Questo strumento - spiegano gli esperti di Agroscope - permetterà alla popolazione ticinese di segnalare facilmente le proprie osservazioni sul campo, contribuendo così a monitorare la diffusione del coleottero». 

Riconoscimento precoce - Per combattere efficacemente il parassita, è però fondamentale riconoscerlo precocemente. Una volta stabilitosi, infatti, diventa difficile eradicarlo. «La lotta contro gli esemplari adulti, che causano i danni maggiori, è pressoché impossibile», sottolineano da Agroscope. Ma l'osservazione e la segnalazione restano comunque fondamentali. «Ci permetteranno di risalire questo autunno ai luoghi di deposizione delle uova nel terreno, per combattere le larve con metodi di lotta biologica».

Ma come lo riconosciamo? - Il compito che spetta ai ticinesi è chiaro. Ma la domanda è come fare a riconoscere il "ricercato speciale". Ce lo spiegano ancora gli esperti di Agroscope che fanno un identikit accurato del parassita. Il coleottero giapponese è lungo dagli otto ai dodici millimetri e assomiglia al maggiolino degli orti, ma presenta tre caratteristiche distintive. «Ha un vistoso pronoto di colore verde-oro scintillante, cinque ciuffi di peli bianchi su ciascun lato dell’addome e altri due ciuffi sull’ultimo segmento addominale», precisano. «Nel mese di giugno, gli adulti iniziano a volare, ad accoppiarsi e a nutrirsi. Il periodo di volo principale dura da giugno a settembre, con un picco in luglio. Ecco perché è più facile notarli in questo periodo».

Dove posso avvistarli? Ora che sappiamo cosa cercare, non ci resta che sapere dove cercare. «In Ticino i danni riguardano soprattutto la vite», sottolineano gli esperti. Ma in Svizzera è un'altra storia. «Possono attaccare la frutta a bacche - fragole, more, lamponi, mirtilli -, frutta a nocciolo, meli, mais e soia. Colpiscono anche specie legnose, come per esempio l’acero, la betulla, il faggio, la quercia, il tiglio, il pioppo e il salice».

I neobiota prendono piede in Svizzera - Il termine «neobiota» si riferisce agli organismi esotici introdotti nelle regioni europee nelle quali non erano precedentemente indigeni. La loro introduzione può essere volontaria, accidentale o favorita da condizioni di vita più idonee al neobiota a causa dei cambiamenti climatici. Siccome spesso provengono da Sud, il Ticino risulta particolarmente colpito dai neobiota. Sono considerati «invasivi» quando la loro capacità di diffusione può causare danni ecologici, sociali o economici.

Il numero di neobiota in Svizzera è in continuo aumento, in particolare a causa della globalizzazione del commercio e dei cambiamenti climatici. Visti i notevoli danni che possono causare alle colture, è fondamentale una lotta coordinata e mirata sul territorio nazionale. È questo uno dei compiti della stazione sperimentale di Agroscope e dei suoi partner a Cadenazzo.

Commenti
 
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gmogi 1 mese fa su tio
Cioè colpiscono praticamente tutto tranne i cactus
Don Quijote 1 mese fa su tio
Ho le foto di questo coleottero scattate a Giubiasco il 13 giugno 2011.
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