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CANTONE
18.03.2021 - 06:060
Aggiornamento : 08:11

Ticinesi in attesa dei test fai da te, anche «per proteggere gli altri»

Con la Confederazione che si assume i costi, aumenta la richiesta di test rapidi anche da chi vive con persone a rischio

BELLINZONA - La strategia dei test dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) si fonda ora su tre pilastri: persone sintomatiche, test di massa sul posto di lavoro, nelle scuole e nelle case di cura («i kit ci sono ma bisogna coordinarsi e richiederli» è stato puntualizzato nell'ultima conferenza stampa da Berna) e test fai da te che dovrebbero essere disponibili in farmacia da aprile. Come si comporterà allora la popolazione?

«Siamo in attesa anche noi di sapere quali dispositivi verranno validati dalla Confederazione - ci spiega Federico Tamò, responsabile della comunicazione dell'Ordine dei farmacisti (OFCT) -. Saranno comunque test nasali o salivari il cui risultato, probabilmente, sarà visibile come in un test di gravidanza con una o due lineette». Trattandosi di dispositivi medici, sarà il foglietto illustrativo a fornire tutte le informazioni necessarie.

Dal momento in cui verranno messi in commercio, ogni persona potrà ottenere cinque test gratis al mese. «Si utilizzerà come sempre il tesserino della cassa malati - aggiunge Tamò -, quindi una persona può recarsi anche in dieci farmacie diverse, ma riceverà il rimborso solo di cinque test ogni trenta giorni».

Si avvicina quindi il momento in cui i ticinesi (e gli svizzeri tutti) potranno scoprire da soli se sono stati contagiati dal Covid-19 o meno. Ma già da lunedì la Confederazione si assume il costo pure dei test rapidi, che è possibile fare in 27 farmacie del cantone. Tra cui la Farmacia Malè di Bellinzona, di cui è titolare Federico Tamò. «La richiesta in effetti è aumentata - spiega -. Se prima erano principalmente i sintomatici a richiederlo, o persone che dovevano viaggiare in particolare con l'avvicinarsi del weekend, ora c'è un incremento da parte di chi ad esempio vive con qualcuno che fa parte delle "categorie a rischio"».

Sale, pertanto, la voglia di farsi testare «per proteggere gli altri». E il fatto che la Confederazione abbia deciso di accollarsi i costi per i test rapidi, compresi quelli per gli asintomatici «toglie un'ulteriore barriera» alla disponibilità da parte della popolazione a farsi testare. Che considerato l'aumento dei contagi - ieri erano 100 -, di certo non può che giovare alla situazione epidemiologica. «Purtroppo già in passato abbiamo visto che la situazione ticinese segue di due-tre settimane quella della Lombardia - conlude Tamò -. Sappiamo cosa ci aspetta».

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