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In Ticino si registrano altri 216 casi e 9 decessi
Archivio Keystone
CANTONE
17.11.2020 - 10:100
Aggiornamento : 11:53

In Ticino si registrano altri 216 casi e 9 decessi

Negli ospedali del nostro cantone sono ricoverati 361 pazienti col coronavirus, di cui 31 in cure intense

Dall'inizio dell'emergenza 12'826 persone sono risultate positive al test

BELLINZONA - Nelle ultime ventiquattro ore in Ticino si registrano altri 216 casi accertati, 9 decessi e 35 nuovi ricoveri. È quanto segnalano oggi le autorità cantonali, nel consueto bollettino relativo all'andamento della pandemia nel nostro cantone.

Dalle strutture sanitarie sono stati dimessi 18 pazienti. Il numero totale delle persone ricoverate col Covid-19 sale così a 361 (ieri erano 349). Trentuno di queste si trovano in cure intense (-1 rispetto a ieri, quando erano 32).

Dall'inizio dell'emergenza coronavirus (che per il nostro cantone risale allo scorso 25 febbraio), attualmente in Ticino si registrano complessivamente 12'826 persone risultate positive al test. I decessi legati al virus sono invece arrivati a quota 448.

Su 1'183 test effettuati, nel nostro cantone il tasso di positività è del 25% (dato aggiornato all'11 novembre 2020).

La situazione nelle case per anziani - I malati di Covid-19 aumentano anche nelle case per anziani: nelle ultime ventiquattro ore nelle strutture ticinesi sono infatti stati registrati altri 14 nuovi residenti positivi e quattro nuovi decessi legati al coronavirus (dall’inizio della pandemia sono 785). Lo si evince dai dati pubblicati oggi dall’Associazione dei direttori delle case per anziani della Svizzera italiana (Adicasi). Il totale dei residenti positivi è ora pari a 274 (sedici persone sono nel frattempo guarite). Il virus è attualmente presente in 25 case per anziani.

Vicini al picco - Nelle ultime due settimane, ha affermato ieri il medico cantonale Giorgio Merlani, in Ticino non c'è più stato un aumento esponenziale dei casi. E in effetti per diversi giorni i valori relativi ai nuovi casi erano superiori ai 300, arrivando anche al record di 482. Ora si constata invece un rallentamento nella diffusione del virus. «Non siamo ancora in fase di discesa, ma probabilmente siamo vicini al picco» ha detto.

Ma questo non significa che ora si possa abbassare la guardia. Per diversi mesi passeremo ancora molto tempo in luoghi chiusi, dove le possibilità di contagio sono alte. «Se cominciamo a dimenticare le buone abitudini che abbiamo imparato, il rischio di un secondo picco è elevato» ha sottolineato Merlani. L'invito delle autorità sanitarie è di continuare dunque a rispettare le varie misure anti-coronavirus, dalle norme igieniche accresciute all'impiego corretto della mascherina.

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