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CANTONE
11.04.2019 - 07:270

«Ecco perché quella lettera era da denuncia»

Il coordinatore di Imbarco Immediato spiega perché è necessaria l'estensione dell'articolo del Codice penale: «Le persone Lgbt si sentiranno più protette dagli atti omofobi e dallo Stato»

LUGANO - «Una risposta immediata c’è stata sui social, ma poi diversi nostri associati hanno protestato scrivendo al giornale che ha pubblicato la lettera». La lettera dello scandalo è quella apparsa la scorsa settimana sul Corriere del Ticino e ora, raffreddati gli animi, il coordinatore di Imbarco Immediato, Mattia Modini, spiega perché quel testo avrebbe meritato una denuncia penale. Giusto per far capire all’autore dello scritto, Fernando Filippi, che quel passaggio, ma non solo, in cui definiva l’omosessualità «un difetto, una menomazione, un disordine e, per ciò stesso, un male», era puro incitamento all’odio.

E perciò punibile, alla luce del nuovo articolo 261bis, la norma penale contro il razzismo che intende proteggere le persone vittime di attacchi omofobi. Ma la modifica è stata impugnata dai referendisti che parlano di «una legge inutile». E hanno raccolto settantamila firme… «Con l’inganno, come è emerso in Romandia, dicendo ai cittadini che stavano firmando contro l’omofobia. È stato avvicinato per la firma pure il promotore della modifica dell'articolo 261bis, il consigliere nazionale Mathias Reynard» rileva Modini.

Una legge quindi non superflua, aggiunge il coordinatore di Imbarco Immediato: «Ma assolutamente utile per evitare di lasciar correre lettere come quella apparsa sul maggior quotidiano del cantone. Un testo omofobo, discriminatorio, denigratorio. Verso le persone Lgbt, ma anche verso le persone disabili, le coppie che non possono avere figli e verso tutti i tipi di famiglia che alcuni considerano non tradizionale. È stato solo un fomentare odio e pregiudizi».

Un soffiare sul fuoco pericoloso, prosegue Modini: «Ad un giovane che sta scoprendo la propria omosessualità una lettera del genere fa male. E può portare anche a gesti tragici, non dimentichiamo che tra i giovani omosessuali il tasso di suicidio è cinque volte maggiore che tra i coetanei eterosessuali. Il signor Filippi è ovviamente libero di avere le proprie opinioni, la gravità sta nel pubblicarle». L’efficacia del 261bis sembrerebbe tuttavia chiara quando il reato è “scolpito” sulla carta. Meno sicura, quando l’omofobia si manifesta tramite un’aggressione verbale: «Forse non si giungerà mai a penalizzare davvero gli atti omofobi - replica Modini -. Ma col nuovo articolo sarà possibile avere una statistica, perché le persone Lgbt discriminate potranno fare una denuncia in polizia. E si sentiranno un po’ più protette dagli atti omofobi e dallo Stato».

Ps: la lettera va agli archivi con le scuse del direttore del CdT: «Che non commentiamo» si limita a dire il coordinatore di Imbarco Immediato. Scuse che invece non sono giunte dall’autore dello scritto.

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