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LUGANO
29.01.2019 - 13:130
Aggiornamento : 19:22

Diplomi "napoletani": aperta un'inchiesta penale

La Procura ha avviato accertamenti sull'istituto Fogazzaro dopo le rivelazioni giornalistiche

LUGANO - Nuovi sviluppi sul caso-Fogazzaro. La vicenda degli esami "comprati" a Napoli dai decine di studenti ticinesi, scoperchiata quest'estate da tio/20minuti, è diventata d'attualità giudiziaria dopo un recente servizio di Falò. 

Ora anche il Ministero Pubblico si è chinato sul caso. A quanto risulta, la Procura ha aperto un incarto a seguito di una segnalazione inoltrata nei giorni scorsi dal Decs. Al vaglio degli inquirenti gli eventuali risvolti penali: in particolare, ad attirare l'attenzione sono i movimenti di denaro tra Lugano e Napoli. 

Alcuni studenti, infatti, hanno raccontato di avere pagato «in contanti» un emissario di un istituto di Pomigliano d'Arco, nella periferia partenopea, che avrebbe fatto la spola tra il Vesuvio e il Ceresio per raccogliere le rette d'iscrizione. Rette che avrebbero garantito la promozione «senza il bisogno di studiare». 

Anche il Decs ha aperto sul caso un'inchiesta amministrativa, ritirando all'istituto Fogazzaro di Breganzona l'autorizzazione all'esercizio. Un provvedimento contro cui la scuola ha già annunciato che farà ricorso.  

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