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CANTONE
05.06.2018 - 15:450
Aggiornamento : 17:24

Officine FFS: «È pura speculazione!»

I Verdi del Ticino sul trasferimento a Castione: «Porterà solo una forte diminuzione dei posti di lavoro, cementificazione e ulteriore traffico in Città»

BELLINZONA - «Propaganda poco trasparente a favore del trasferimento delle Officine a Castione». È quanto denunciano i Verdi del Ticino puntando il dito contro le FFS sull'affaire Officine.

Secondo i verdi, infatti, l'ex regia federale vorrebbe nascondere una «forte diminuzione dei posti di lavoro, speculazione edilizia, cementificazione e ulteriore traffico in Città e a Castione», con il suddetto trasferimento.

L'operazione portata avanti da Governo e Municipio, a fianco delle FFS, viene definita «un'operazione di marketing politico, volta a far accettare con termini altisonanti una triste realtà per la nostra regione».

Secondo i Verdi, Cantone e comune saranno chiamati a pagare lo spostamento delle officine da Bellinzona a Castione, per un importo totale di almeno 120 milioni di franchi, per vedere i posti di lavoro passare da 400 a 200 circa. «Sessanta mila metri quadri (quelli più pregiati) - sottolineano - rimarranno alle FFS per poter costruire spazi commerciali ed abitativi, nonostante a Bellinzona si stia già assistendo ad un'enorme bolla speculativa ed il tasso di sfitto sia in costante aumento, mentre la popolazione complessiva del cantone scende. Questo implicherà una grave crisi immobiliare con pesanti conseguenze anche sui piccoli proprietari, con inoltre un ulteriore aumento dei congestionamenti nei comparti centrali della Città».

«Certo - prosegue la nota -, rimangono i 40 mila metri quadri destinati al cosiddetto polo tecnologico. In questo caso si fa però bene attenzione a non menzionare il fatto che il 90% delle start-up falliscono entro un lasso di tempo di 5 anni e che per giunta il parco tecnologico di Bellinzona entrerebbe in concorrenza con quello di Biasca. Va ricordato infine che il comparto di Castione in questione è stato a più riprese contestato da quegli abitanti della regione che ritengono che la zona industriale non abbia ragione d'essere e che sia decisamente troppo estesa e dannosa per la qualità di vita nel comune».

L'alternativa? Per i Verdi occorre «tenere duro sulla richiesta di rilancio delle officine nell’attuale comparto e sviluppare il parco tecnologico a Biasca e Giornico/Bodio, ricordandosi e ricordando alle FFS che il piano regolatore lo gestisce il Comune e che quindi, contrariamente a quanto si afferma, il coltello dalla parte del manico ce l'hanno i cittadini».

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