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MAROCCO / TICINOStrage di Marrakech, due le condanne a morte

09.03.12 - 21:19
Inasprita la pena per il principale complice dell'esecutore materiale
Foto Keystone / AP Abdeljalil Bounhar
Strage di Marrakech, due le condanne a morte
Inasprita la pena per il principale complice dell'esecutore materiale

MARRAKECH - Il presidente del tribunale antiterrorismo marocchino ha confermato oggi in appello la pena capitale contro Adil Al-Atmani, il principale accusato dell'attentato di Marrakesh, che nell'aprile del 2011 fece 17 morti, tra cui tre ticinesi.

Il presidente della corte ha pronunciato la medesima pena contro Hakim Dah, il principale complice di d'Al-Atmani, che era stato condannato all'ergastolo. Lo ha constatato un giornalista dell'agenzia di stampa francese Afp.

La Corte ha pure inasprito la condanna per sei altri accusati, che dovranno scontare pene detentive tra i sei e i dieci anni. Per un settimo imputato la sentenza è rimasta immutata: due anni di carcere.

Il procuratore mercoledì ha chiesto la conferma della pena di morte pronunciata il 28 ottobre ottobre scorso contro Adil Al-Atmani e della pena all'ergastolo contro Hakim Dah. Ha inoltre richiesto un aggravamento delle pene decise in prima istanza contro sette altri complici.

I sette erano stati condannati dal tribunale di Salé, presso Rabat, a pene varianti da due a quattro anni di carcere: la pubblica accusa le ha ritenute troppo "clementi".

Mercoledì gli accusati hanno negato categoricamente i reati loro contestati. I difensori dei famigliari delle vittime hanno a loro volta ribadito la loro richiesta di non condannare il principale accusato alla pena di morte.

"Non voglio che Adil Al-Atmani diventi un martire. Voglio che cada nell'oblio per l'eternità e che soffra enormemente in carcere per aver commesso un crimine collettivo contro persone che amano la vita e l'umanità", ha dichiarato alla Corte Frank Berton, uno degli avvocati francesi di parte civile. "Nessuna religione tollera questo orribile atto di terrorismo".

"Sono dei codardi, perché non vogliono riconoscere le loro responsabilità, si sono trincerati dietro la menzogna. Non hanno manifestato nessun pentimento, quando esistono tutte le prove del loro coinvolgimento", ha affermato Eric Moutet, un avvocato parigino.

Nell'aprile del 2011 una bomba, azionata a distanza, posta nel caffè Argana di Marrakesh, molto frequentato dai turisti, provocò la morte di 17 persone, tra cui tre ticinesi, otto francesi e tre marocchini.

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