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SVIZZERA

Dai generatori alla ricostruzione: il maxi piano svizzero per sostenere Kiev

Il delegato del Consiglio federale per l'Ucraina, Jacques Gerber, illustra il programma di aiuti da 1,5 miliardi di franchi
Imago
Fonte ats
Dai generatori alla ricostruzione: il maxi piano svizzero per sostenere Kiev
Il delegato del Consiglio federale per l'Ucraina, Jacques Gerber, illustra il programma di aiuti da 1,5 miliardi di franchi

BERNA - Il delegato del Consiglio federale per l'Ucraina, Jacques Gerber, gestisce un programma di aiuti da 1,5 miliardi di franchi entro il 2028. Durante una recente visita nella regione di Odessa, ha difeso l'importanza di progetti di aiuto mirati, ma anche di un accompagnamento a lungo termine del Paese.

«Nell'aiuto umanitario, la priorità resta l'urgenza», sottolinea il giurassiano in un'intervista pubblicata oggi dai quotidiani romandi La Tribune de Genève e 24 heures. Gerber cita come esempio l'acquisto di 85 generatori, su richiesta delle autorità ucraine, per un importo complessivo di 32 milioni di franchi.

Le necessità precise, le caratteristiche e i luoghi di installazione vengono definiti preventivamente con il governo ucraino. La Confederazione si occupa poi dell'acquisto, del trasporto e dell'installazione dei generatori, senza che vi sia uno stoccaggio intermedio.

Il programma elvetico copre l'intera gamma degli strumenti della cooperazione internazionale: aiuto umanitario, sviluppo, cooperazione economica e promozione della pace. Uno stanziamento di 500 milioni è inoltre dedicato al settore privato, al fine di coinvolgere le imprese svizzere in Ucraina, ricorda il delegato del governo.

Nessun sostegno militare
La Svizzera non interviene in ambito militare ed esclude anche i beni a duplice impiego. «La nostra azione si concentra esclusivamente sul settore civile: sostenere la popolazione, mantenere i servizi essenziali, accompagnare le istituzioni e contribuire alla ricostruzione». La Confederazione non finanzia direttamente il bilancio dello Stato ucraino.

L'azione della Svizzera poggia su diversi pilastri. Nell'ambito della cooperazione economica, Berna aiuta ad esempio gli enti locali a gestire meglio le proprie finanze. «Lavoriamo inoltre sull'attrattività economica con l'obiettivo di rimuovere gli ostacoli agli investimenti», osserva Gerber.

Un asse centrale rimane la promozione della pace, in particolare attraverso la raccolta e la strutturazione delle prove, indispensabili per futuri procedimenti giudiziari. La Svizzera forma inoltre procuratori «per rafforzare le loro capacità nel trattare questi dossier complessi».

«L'obiettivo è accompagnare l'Ucraina sia nella gestione immediata della guerra sia nella sua trasformazione a lungo termine», riassume il giurassiano. Complessivamente, il delegato si dice impressionato dalla resilienza degli ucraini e dalla loro volontà di costruire nonostante il conflitto.

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