Cerca e trova immobili
SVIZZERA

Obbligo militare per le donne: dubbi, costi e discriminazione accendono il dibattito

Il PS si oppone fermamente all'obbligo preconizzato
Deposit Photos
Fonte Ats
Obbligo militare per le donne: dubbi, costi e discriminazione accendono il dibattito
Il PS si oppone fermamente all'obbligo preconizzato

BERNA - Non fa l'unanimità l'idea del Consiglio federale di introdurre una giornata informativa obbligatoria sull'esercito e la protezione civile per le giovani donne svizzere. Il Partito socialista chiede prima misure antidiscriminatorie, mentre c'è chi è spaventato dai costi aggiuntivi.

Il progetto era stato presentato dal governo lo scorso novembre, con l'obiettivo di incoraggiare un numero maggiore di donne ad arruolarsi e di conseguenza aumentare la quota femminile nell'esercito e nella protezione civile. Attualmente, la giornata informativa è obbligatoria solo per gli uomini: le loro coetanee possono partecipare a titolo volontario.

Vincolando anche le giovani a prendervi parte, l'esecutivo spera che possano conoscere meglio le possibilità offerte dalle forze armate, favorendo allo stesso tempo la parità di genere. Durante questa giornata viene fornita una panoramica sull'organizzazione dell'obbligo di prestare servizio militare e di protezione civile, come pure sulle opportunità a livello personale. Vengono inoltre divulgate informazioni sullo svolgimento del reclutamento, sulle varie funzioni, sull'eventualità di fare carriera, sui diritti e sulle responsabilità dei militi.

Un luogo poco sicuro - Il Consiglio federale ha quindi avviato una procedura di consultazione, fase conclusasi oggi e durante la quale sono emersi diversi dubbi. Il PS ad esempio si oppone fermamente all'obbligo preconizzato, citando in primis i rischi legati a episodi di discriminazione per le ragazze.

L'esercito presenta notevoli problemi strutturali, in particolare per quanto riguarda la tutela contro le molestie e gli abusi sessuali, scrive il partito nella sua presa di posizione sul tema. La formazione fa riferimento a uno studio del 2024, in cui quasi il 50% delle donne intervistate nell'esercito ha segnalato casi di discriminazione e circa il 40% casi di violenza sessuale.

Per molte donne insomma, le forze armate non sono un luogo sicuro. «Finché la discriminazione e la violenza non saranno combattute efficacemente, è irresponsabile costringerle a partecipare a un evento militare in base a un mandato costituzionale», prosegue il PS. Esso domanda che l'esercito presenti dapprima un piano di protezione che affronti questi problemi.

Informare meglio sui vantaggi - Si schiera invece dalla parte dei favorevoli il Centro, partito del ministro della difesa Martin Pfister. Questo progetto può avere un impatto positivo sulle pari opportunità, informando in futuro le giovani svizzere sui vantaggi di seguire una formazione di quadro, sottolinea lo schieramento.

Questa giornata «dovrebbe essere considerata principalmente una misura di informazione e sensibilizzazione. Contribuisce quindi a una migliore comprensione delle istituzioni di sicurezza da parte della società», motiva il Centro.

Poco convinti per contro i Verdi liberali, stando ai quali la proposta è "timida e insufficiente". Essa infatti non risolve né i problemi di approvvigionamento, né porterà a una crescita degna di nota della percentuale di donne nelle forze armate.

Il partito non respinge questo obbligo, ma chiede modelli di servizio più attraenti, che siano più compatibili con la formazione, gli studi, il lavoro e la famiglia. Il PVL auspica un "servizio di sicurezza generale orientato alle esigenze per entrambi i sessi", che consenta anche impieghi nei settori dell'aiuto in caso di catastrofi, delle cure sanitarie, dell'assistenza, della logistica e della protezione delle infrastrutture critiche.

Spese in più per i cantoni - Dal canto suo, la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP) condivide gli obiettivi ma esprime preoccupazione per i costi aggiuntivi, che domanda alla Confederazione di compensare "in misura adeguata". Le stime parlano di 3,3 milioni di franchi supplementari all'anno, avverte l'organo.

Questi oneri ricadrebbero sui cantoni, già responsabili dell'organizzazione delle giornate informative. Essi dovrebbero pure decidere se svolgere eventi congiunti con uomini e donne insieme, oppure separati.

Prime convocazioni dal 2030 - Pfister ritiene che il Parlamento potrà esprimersi sulla questione a partire dal 2027, seguito da popolo e cantoni nel 2028. Diverse leggi dovranno essere adattate, oltre alla Costituzione. Il governo stima che l'introduzione di una giornata informativa obbligatoria per le svizzere possa avvenire dal 2030.

Nel 2024, circa 2500 donne rientravano negli effettivi dell'esercito, pari al 2,3% dell'organico totale. Viola Amherd, ministra della difesa prima di Pfister, voleva portare questo tasso al 10% entro il 2030, mentre l'attuale consigliere federale non ha voluto sbilanciarsi sui numeri.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE